Fuga in Brasile

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Un'autobiografia? L'effetto dell'alcool? Una cazzata? O tutte tre cose insieme. Ligi al nostro dovere, quello di rovinarvi i lunedì, ecco un pezzo di borges in astinenza di sputi in faccia per i suoi pezzi mediocri.

Alla fine sono contento che mi avete trovato. Erano dieci anni che nessuno ci riusciva. Sono anche dieci anni che sono sparito, so nascondermi Io. Ora, come ben capite, la cosa da un lato mi fa piacere, rivedere della gente “civile”, sì è una cosa che posso considerare positiva, dall’altro, di lato, mette davanti ai miei occhi tutto il tempo passato a non lasciare traccia di me e sì, questa è una cosa che non posso non considerare negativa .

Niente di personale, davvero, ma dopo questa nostro incontro, vi dovrò uccidere, ma non vi preoccupate, farò in modo che le vostre membra siano rimpatriate, a pezzi, ai vostri mandanti. Lo farò con estremo piacere, uccidervi dico, in memoria di quello che era la mia vita, prima del Brasile, di questa spiaggia meravigliosa, di questo villaggio sperduto. La mia vita passata tra intrighi, spionaggio, truffe, notti senza sonno, delazioni direi inevitabili ed avventure varie.

State comodi? Volete una caipirinha? I lacci sono troppo stretti o quelle sanguisughe troppo fastidiose?
Non vi preoccupate, la cosa non sarà rapida, non vorrete che sia scortese, che non assolvo le regole del perfetto padrone di casa...

... Mi svegliai in quel momento. Sudato. Nella mio stanzino in affitto. Erano le due del pomeriggio.
Il sapore di birra calda e kebab ancora in bocca, il puzzo acuito dalla calura agostana a Milano e quel senso di vaga inutilità che da anni ormai aleggia sulla mia vita.

Dividevo quell’appartamento con altri 4 ragazzi universitari, io sono Jair, cioè non è il nome dell’anagrafe, ma il nome con cui tutti mi chiamano, la somma della mia passione per l’inter e per il Brasile.
46 anni, pulisco di notte una kebaberia , di giorno sopravvivo. E’ ora di fare colazione, caffè e cornetto all’angolo, il mio unico lusso. Poi mi aspetta un pomeriggio ai giardinetti per evitare il puzzo della mia stanza, se son fortunato scrocco una sigaretta. Se piove e qui capita spesso, ringrazio uno di quei centri commerciali dove puoi girare ore ed ore in mezzo ad un sacco di gente tutte sole come me. Mettendo che la cena è garantita dal kebab, resta il pranzo la sola scommessa giornaliera, di solito la perdo e cerco una scusa per andare prima al lavoro. Oggi ho fatto un giro diverso, son passato davanti ad un’agenzia di viaggio, e ho visto un cartello promozionale, “Spiaggie di Maceiò - sconti 50%”
Come se avessi ricevuto un colpo al cuore, ho barcollato per un po’ come se fossi ubriaco, dopo in un attimo di lucidità son scoppiato a piangere.

borges