Il semaforo

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08:41, sono a tavoletta, è tardissimo, ho almeno 20 minuti di ritardo cazzo, proprio oggi che c’è la riunione, provo a fare la strada più breve anche se ci sono tutti quei semafori di merda, magari oggi sono più scorrevoli, merda, un po’ di fortuna non guasterebbe a questo punto, ma no, cazzo, no, no, è come sempre se non peggio, devo rallentare bruscamente, praticamente inchiodo, ma guarda il coglione di dietro che per poco non mi tampona, - Che cazzo ti suoni, bestia?, rallento ancora, scalo, son fermo ora, cazzo, fermo, e intanto l’orologio corre sempre più veloce, cazzo pure il telefono ora, merda, è il capo, - Sì, sì non ti preoccupare, sto cercando parcheggio, guarda, 10 minuti massimo e sono lì, merda merda, merda, finalmente ci muoviamo, ecco la seconda, no, cazzo, no, mi devo fermare di nuovo, cazzo, proprio davanti alla zingara, - No, no, no, ferma, non ho spiccioli, cazzo ha già bagnato il vetro, - Fermati, cielo!, ma niente, non ascolta, mi guarda con occhi di sfida, continua a insaponare il vetro con estrema lentezza, ecco ora è verde e questa non si toglie, troia schifosa, ha uno sguardo cattivo, sì, ecco, ho perso il verde e la troia è ancora tra le palle, puntuale come la morte bussa al finestrino, stringo le spalle - Non ho spiccioli, te l’ho detto, ma lei bussa ancora, non sono mica babbo natale cazzo, e lei è ancora qui, 08:49 merda è tardissimo, il cellulare squilla ma decido di non rispondere, - Che diavolo…, la stracciona ha aperto lo sportello, sento subito il suo odore forte, indica i soldi del parcheggio, insiste, vaffanculo ne stanno arrivando altri, tra poco mi circondano, merda, - E togliti dai coglioni!, chiudo di scatto la portella mentre già accelero, devo allontanarmi da questa feccia, gli pneumatici stridono, seconda, sento gridare e battere sulla macchina cazzo mi seguono!, accelero, a tavoletta, terza, sono di nuovo a tavoletta, cazzo, sento gridare e battere, non è possibile!, mi cola del liquido freddo sulla fronte, cazzo, le tempie pulsano, i muscoli tesi, non sento più nulla, rallento per non tamponare la macchina di fronte, cazzo, cazzo, il cuore mi batte ancora forte, cazzo, che merde che sono, non capisco perché non li togliamo di mezzo tutti quanti, cazzo, mi rilasso, respiro, respiro normalmente, ora e... cazzo è ‘sta stoffa che spunta dalla portiera?

Giorni di ordinaria follia!

Io pensavo che fosse un racconto su Prodi.
Che sia un'allegoria del suo secondo governo?

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