Le Guide SV - Location 2011 per un arresto cool - Palermo

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Basta con lo stereotipo mafioso del capo che vive in baracche o in fienili usando i cosidetti pizzini per comunicare con il mondo. Per i nuovi latitanti, ora anche a Palermo, si sprecano i posti “in” dove farsi arrestare.


Spiaggia di Mondello - Clubino del Mare
Se le ricerche della polizia stanno dando i primi frutti e siete prossimi ad un soggiorno nelle patrie galere, meglio prepararsi con una bella abbronzatura, senza tralasciare l’opportunità di mandare ultime mail ai capocosca grazie alla moderna rete wireless non rintracciabile. Tutto ciò in riva al bellissimo mare di Mondello tra un Quattro Bianchi e un Martini o un classico Amaro Averna.Il clubino del Mare può darvi tutto questo ed un servizio di catering di primissima qualità: le arancinette ripiene di spinaci sono il perfetto ultimo pasto da gustare con un pizzico di rimpianto (possibilità di asporto per polizia e carabinieri, previo avviso).
Voto: 5 manette. Apertura aprile -ottobre, 7.00-22.00costo: 200 euro, compresi lettino ed ombrellone, rete wireless criptata anti intercettazione e catering. Bevande escluse.
Colonna sonora consigliata: Bob Marley ~ “Sun is shining”

Piazza Politeama
Per voi amanti dell’azione, della resistenza a pubblico ufficiale e delle sequenze da film di James Bond esiste un pacchetto speciale: inseguimento tra la folla del sabato pomeriggio, Aston Martin blindata (usato sicuro in arrivo da Operazione Goldfinger) ed arresto davanti alle telecamere (con annessa imposizione delle manette da parte di una stangona di un metro e novanta).È quanto vi offre la centralissima piazza Politeama, tra orde di ragazzini in libera uscita, mamme prese dallo shopping e tamarri in cerca della ragazza perfetta da ricordare per la sega della sera. La location è gratuita, il pacchetto speciale costa 10.000 euro. Potete evitare di risarcire eventuali danneggiamenti a statue, arredamenti urbani, auto parcheggiate e pedoni irrispettosi sottoscrivendo una comoda polizza extra o dicendo che siete amici del sindaco.
Voto: 3 manette Orari: tutti i giorni, risultati migliori il sabato 15.00-19.00
Musica: The Velvet Underground ~ “Run, Run, Run”.

Cappella Palatina, Palazzo dei Normanni
Location speciale per clienti speciali. Questo luogo è adatto ad una clientela top class di fede cattolica e con una forte predisposizione alla conversione.La Cappella Palatina è un gioiello architettonico, ideale per l’arresto di trafficanti d’arte, politici della porta accanto e suore sociopatiche in cerca del nascondiglio sicuro.È chiaro che il silenzio ed il rispetto dei luoghi devono essere massimi. Sono gradite lacrime di pentimento e preghiere verso l’abside dove si trova il famoso “Cristo Pantocratore”.
Voto: 4 manette. Costo 8x1000 da assegnare alla chiesa cattolica per 25 anni.
Colonna sonora: Canti gregoriani ~ “Te Deum”.

Borgo Vecchio
Volete vendere cara la pellaccia? Sognate di superare anche l’ultimo poliziotto fino alla fuga verso la libertà? Volete credere possibile raggiungere la cabrio rubata che vi porterà in salvo?Per assaporare tutte queste sensazioni, potete prenotare la piazza del Borgo Vecchio: prole non scolarizzata che spunta dalle bancarelle per fermare il passaggio della pula, ostacoli di varia natura per favorirvi e figuranti omertosi a pagamento. Vi sentirete euforici e fino all’ultimo crederete di farla franca, per poi ripiegare sull’affetto consolatorio di quattro vedove urlanti che tenteranno di mordere il poliziotto che vi imporrà le manette.
Voto: 2 manette. Orario continuato. Costo 2.000 euro per due figuranti omertosi e quattro vedove urlanti.
Colonna sonora consigliata: Nino D’Angelo -“Maledetto Treno”.

borges

Psycho Candies #01 - Termiti Croniche a Gasolio

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Psycho Candies, ovvero roba che caria il cervello. Il nuovo appuntamento saltuario fisso di SenzaVoglia, una rubrica borderline a metà fra muschi e licheni.
Si comincia con Mu Ho.


Termiti Croniche a Gasolio


Soffro di termiti croniche. A gasolio.


Ho un abbonamento mensile del mio trimestrale preferito. Tratta di relatività.

La rivista si chiama Relatività e Pesca.

In omaggio col primo numero c'era un'esca per la luce.

Ho già catturato un bel po' di fotoni, ma ora in camera c'è un buio persistente e non riesco a vederli.

La velocità della luce è stata misurata molte volte da numerosi fisici. All'infinito.


Avevo uno show da illusionista una volta. Ma non lo trovo più.

Mi piace guardare il futuro attraverso una palla di cristallo. Basta metterla davanti a un calendario.

Oggi le previsioni del tempo prevedevano pioggia per il capricorno.

Quando cambia il tempo provo sempre una fitta al fegato perché a 18 anni sono andato in coma etilico.


Ho sempre fatto colpo sulle donne in spiaggia grazie al mio fisico. Un ragazzo veramente intelligente.

In genere riempo il costume con del cotone per far credere di avercelo di lana.

Le donne impazziscono per la mia fimosi. Non riescono mai a indovinare da dove esca lo sperma.

Sono molto attento all'igiene. Prima di invitare una ragazza a casa mia do fuoco all'appartamento.


Sono immune all'anidride carbonica da quando da piccolo sono caduto dentro un contenitore di ghiaccio secco.

Per mesi invece di pisciare umidificavo l'aria.


Ho reso questo mondo un posto uguale a prima.


Le Guide SV - Location 2011 per un arresto cool - Torino

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Ci spostiamo nel Nord-Ovest. Forse non sarà più la patria dell'auto ma Torino vale sempre un arresto.


Juventus Store - Via Garibaldi, 4
Ideale per i ladri professionisti che desiderano un arresto di alto profilo, sotto gli occhi allibiti della gente. Nessuno, vedendovi in un ambiente ufficiale Juve, metterà mai in dubbio la vostra colpevolezza, ma tutti si stupiranno del fatto che non rimanete impuniti e vi osserveranno a bocca aperta uscire accompagnati dagli agenti. C'è un unico rischio: che non vi arrestino. Onde evitare, cercare di non esercitare sudditanza psicologica. Invece sappiate che, in caso di ripensamento sull’arresto, potrete in qualsiasi momento e, soprattutto, in qualsiasi zona, sino a due metri fuori dall’area del negozio, buttarvi a terra e chiedere un rigore come risarcimento.
Voto: 3 manette. Tempi d'attesa: fino a 90 minuti. Possibilità di essere accompagnati da Luciano Moggi pagando un piccolo extra e facendo le telefonate giuste. In questo caso però fate attenzione: Moggi potrebbe chiudervi in bagno per farsi arrestare da solo.
Colonna sonora consigliata: Elio & LST - "Ti Amo Campionato".


Museo Egizio - Via Accademia delle Scienze, 6
Il Museo Egizio offre uno scenario da favola, per un arresto che sicuramente non dimenticherete mai. Il pacchetto comprende:
- Rinfresco presso la tomba di Kha a base di prodotti tipici piemontesi, bevande incluse.
- Inseguimento tra i reperti con possibilità per il fuggiasco di distruggere sino a n.2 statue e/o altri reperti. (no mummie)
- Possibilità di farsi fotografare con una divinità a vostra scelta tra Hathor (dea bovina protettrice delle sorgenti del Nilo), Bes (dio nano protettore del sonno, della fertilità e del matrimonio) e Gennaro (dio calabrese protettore di alcune slave in Corso Grosseto).
- Arresto spettacolare all'esterno dell'edificio condotto da una squadra di poliziotti vestiti come Indiana Jones.
- Piramide ricordo. (Per maggiori info scrivere a museoegizio@ramsete.eg)
Voto: 5 manette. Date e orari: aperto tutto il millennio, con orario continuato dalla 7^ alla 21^ clessidra. Costo: 3 serpenti. Donne, bambini e militari in divisa: 4 serpenti.
Colonna sonora consigliata: The Bangles - "Walk Like an Egyptian"


Porta Palazzo indirizzo: Porta Palazzo
Siete stufi di questa italietta provinciale che celebra se stessa e manca di appeal internazionale? Siete alla ricerca di un'avventura esotica e multirazziale? Porta Palazzo è il posto che fa per voi. Il melting pot culturale di questo celebre quartiere torinese non ha nulla da invidiare al melting pot culturale di questo celebre quartiere torinese. A Porta Palazzo potete trovare marocchini, senegalesi, thailandesi, cinesi, rumeni, napoletani, e tantissime altre razze facilmente discriminabili. Farsi arrestare a Porta Palazzo è un'esperienza indimenticabile e irrinunciabile, specie se siete amanti dei viaggi. Sì, proprio quel genere di viaggi lì, ci siamo capiti. Curiosità: Porta Palazzo ospita il più grande mercato all'aperto d'Europa, dati i tempi della giustizia italiana vi tornerà utile poter ingannare l'attesa tra una bancarella e l'altra.
Voto: da concordare, è un mercato. Orari: aperto sempre, tutto il giorno, ma la notte è più divertente.
Colonna sonora consigliata: The Clash - "Rock the Casbah"

richi selva

In rassegna passa #1

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Informare, far conoscere, portare alla luce tutte quelle notizie che non riescono a trovare considerazione nel flusso continuo dei media.
Un altro atto di cortesia di SenzaVoglia per voi.




Marocchino ruba pallone da calcio al supermercato. Espulso.

Povertà: Un italiano su tre non può più permettersi di mandare un fax via pony-express.

Roma: nonostante le proteste dell'opposizione, ieri ho tagliato i capelli.

Continua la crisi del settore tessile. È ormai impossibile trovare taffetà decente.

New York: ritrovato il cadavere di Hitler in un menù a portar via.

Anziana aiuta boy scout ad attraversare la strada e lui si suicida.

La tragica condizione del popolo Sumhiki: non esiste.

Ricerca: quanti libri occorrono per far apparire la vostra libreria in ordine e i vostri amici analfabeti?

SV staff

E falla finita!

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Mi sono ritrovato a pensare seriamente al suicidio, può decisamente essere una soluzione efficace e di gran classe. Davvero.

Avete presente, no? Quando la vita sembra priva di senso, inutile, ripetitiva, una lunga e inevitabile resistenza a qualcosa di più grande di noi. Quando la vita sembra una forza misteriosa e oscura, destinata inevitabilmente a sopraffarci. In tal caso, togliersi dalle palle diventa la scelta più dignitosa ed elegante da prendere.
Sto cercando di convincervi tutti, maledetti stronzi, sono stufo di fare la coda in tangenziale.


I giorni tutti uguali, svegliarsi al mattino presto, fare colazione velocissimi (le famose colazioni precoci), cominciare a inseguire i minuti della giornata per tentare di racimolare un po' di tempo da dedicare a noi stessi, senza, ovviamente, mai riuscirci.
Tirar tardi la sera, sperando invano di sentire un barlume di libertà che ci attraversa le vene, provare a dimenticare, almeno per qualche ora, tutte le beghe che giorno dopo giorno ci logorano, tutte le problematiche della quotidianità, assurde e prive di senso, ma che ci è impossibile ignorare.

Giorno, dopo, giorno.

Sempre le stesse speranze di cartapesta per il nostro futuro.
E i nostri lavori del cazzo, le nostre storie d'amore del cazzo, le nostre storie di sesso del cazzo. Che stupido senso ha?
La vita, a volte, sembra un discorso della Santanchè.

Adesso spero siate un po' più convinti, forza, io ce la sto mettendo tutta. Domani all'ora di punta devo attraversare tutta la cintura di Torino e non vorrei metterci due ore.

Siate sinceri, non potete non averci mai pensato anche voi. Queste nostre vite non hanno alcun significato, sono una lunga e misera agonia e nulla più. Siamo geneticamente strutturati per soffrire, per non accontentarci mai, per farci condizionare dalle sfortune e dalle disgrazie, piuttosto che dai momenti di gioia.
Amiamo sentire il muro di incomprensione tra noi e le persone che ci sono più vicine.
Trovo assurdo non pensare seriamente e razionalmente al suicidio.

L'altra sera ero in macchina con la mia compagna, stavamo discutendo, anzi, diciamolo pure, litigando, quando ad un certo punto ho avuto il serio impulso di aprire la portiera e gettarmi fuori dalla macchina in corsa. Cazzo, stava andando contro un muro!

Ora, torniamo al punto.

"Suicide is the only way out" cantavano i Black Sabbath. Poi uno vede una puntata degli Osbournes e capisce dove sta il problema: Ozzy doveva credere un po' di più a quello che cantava.
Comunque, chi se li incula i Black Sabbath. Non sarà mica il loro furgone a farmi da tappo in tangenziale Nord nell'ora di punta.

Voglio solo aiutarvi a riflettere.

Valutate bene il peso specifico delle vostre esistenze, la portata dei vostri successi e il vostro grado di soddisfazione. Siete ancora in grado di trasformare un "vaffanculo, pezzo di merda" in un "certo, certo, capo" senza rischiare i conati di vomito?
Avete ancora le forze per affrontare un sabato pomeriggio al centro commerciale, in cerca di una fottuta tutina da bimbo per il neonato figlioletto della cugina, dell'amico, del fratello, di quella stronza di vostra moglie?
Pensate realmente che, all'improvviso, qualcuno si accorgerà di voi, del vostro talento, prendendovi per mano e tirandovi fuori dal fango in cui vi dibattete, in maniera ridicola, ogni maledettissimo giorno?

Datevi una risposta, sincera. Poi valutate con lucidità.

Suicidio, pensateci. La migliore alternativa ad una vita in mezzo alle mie palle.

richi selva*. Illustrazione di Akab.

*con lo zampino giapponese del grande Mu Ho, grazie per il consiglio! ("Non farlo, Richi! Non farlo!") :D

Le Guide SV - Location 2011 per un arresto cool

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Molte lettere di fans ci chiedono perché esistiamo, perché scriviamo, di pagargli le bollette del gas e qualcuno ci propone di allungare il pene. Questa è la risposta: SV è un blog di servizio, nel senso che molti di noi servono ai tavoli per arrotondare, poi in piena notte avvolti nei fumi di qualche strano trip, viene fuori la nostra anima più nobile, aiutare gli indifesi e poveri ladri a prepararsi ad un destino quasi ineluttabile. Ecco perché oggi vi presentiamo la prima guida SV all'arresto cool.




Grandi Magazzini MAS
Nella multietnica zona di piazza Vittorio, laddove tutte le insegne sono in due lingue (cantonese e mandarino), resiste una roccaforte di romanità immutata da decenni: i Magazzini dello Statuto.
Tempio del taccheggio e della filodiffusione, sopravvissuti misteriosamente alla concorrenza delle multinazionali della grande distribuzione, i Magazzini sono un carosello di opportunità per una cattura eccitante: scaffali ricolmi di scatolette da abbattere correndo, cassiere terrorizzate, biancheria svolazzante. I più abili possono addirittura infilarsi al volo in un golfino d’angora sfuggendo sbilenchi tra l’abbigliamento femminile.
In una cornice sospesa a metà fra tradizione (la fondazione di MAS risale ai primi del ‘900) e modernità (se per modernità intendete tutto quello che è capitato nel 1977), potrete guadagnarvi una pagina nella cronaca romana del Messaggero e contemporaneamente acquistare mutande a prezzi competitivi.
Per chi è in cerca di una pena aggiuntiva, nei magazzini troverà un fornito reparto di oreficeria da svaligiare.
Curiosità: il nome di MAS è legato a personaggi di spicco dello spettacolo. Infatti, testimonial recente di Mas è stato Alvaro Vitali, e nei suoi reparti ha preso vita il primo videoclip del rapper romano Er Piotta.
Voto: 5 manette - Indirizzo: via dello Statuto 11, fermata Metro A Piazza Vittorio. Non occorre prenotazione.
Colonna sonora consigliata: Calibro 35 - “La Polizia S’Incazza”


46 barrato
Dopo anni di abbandono, il trasporto pubblico è prepotentemente tornato in voga come luogo ideale per l’arresto, complici gli strapagati location manager cinematografici che non hanno voglia di cercare set più originali.
Perfetto per i radical chic più cheap, ma anche per i morti di fame autentici, il 46barrato rappresenta un ottimo compromesso fra economicità (solo 1 euro per una corsa, forse l’ultima della vostra vita) e vastità degli scenari: si va dal Castel Sant’Angelo delle prime fermate fino alla periferia nord-ovest della città, famosa per i manti stradali che hanno ispirato le più belle provinciali di Nairobi.
Certo, dovete mettere in conto il rischio che un’improvvisa sommossa popolare a bordo del mezzo comprometta l’esito della vostra cattura.
Vi accompagneranno nell’arresto vecchiacci indignati e suore carmelitane del tutto indifferenti.
Voto: 4 manette - Prima corsa ore 5.30, ultima corsa ore 23.00. Non è necessaria la patente. Si sconsiglia l’igiene personale.
Colonna sonora consigliata: The Who - “Magic Bus”


Casa mia
Per i principianti dell’arresto, Casa Mia rappresenta una delle situazioni più confortevoli. Dotata di toilet difettosa, la casa è il luogo ideale dove farsi beccare mentre ci si disfa delle prove nello scarico (ma le prove dovrete procurarvele da soli). Il lungo cortile che attraversa il condominio permette di sfilare sotto gli sguardi di numerosi ficcanaso, indispensabili per dare al vostro arresto un indelebile retrogusto di vergogna. L’appartamento include un bambino di otto anni, insostituibile must per tutti coloro che vogliono sperimentare una scena strappalacrime coi poliziotti.
Curiosità: in passato la casa è stata teatro della cattura di numerosi malavitosi locali, nonché dell’arresto del piacere sessuale.
Indisponibile nei weekend. Non si accettano carte di credito.
Voto: 3 manette - Servizi accessori: Sky, internet wireless, drammi familiari. Tariffe: 40 euro per il primo arresto, 35 per ogni arresto successivo.
Colonna sonora consigliata: Jurassic 5 - “In The House”


Rete fognaria sud
Gli amanti della tentata fuga non rimarranno indifferenti al fascino del Collettore Basso, a sud della capitale. Costruiti nel XIX secolo, questi cunicoli maleodoranti ricordano altri cunicoli maleodoranti. In questa scenografia poco illuminata prendono corpo riverberi di un certo immaginario postapocalittico, a metà tra i morlock de L’Uomo che Visse nel Futuro e la coprolalia di un qualunque film di Natale.
Chiunque sia stato arrestato nelle fogne ricorda l’esperienza con affetto, visto che la toxoplasmosi, contratta proprio nelle fogne stando a contatto con ogni genere di feci, ha causato loro un’acuta encefalite e un conseguente stato di confusione mentale.
Voto: 2 manette - torce e stivali di gomma non inclusi. Figure patetiche sempre disponibili, pagando un supplemento.
Colonna sonora consigliata: The Pornophonix - “Still Waiting For Hellen Boyle”

gabbbbro

Bin Bang

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Il generale restò a lungo in silenzio quando l'Uomo in abito scuro finì di parlare. Totalmente inespressivo, l'aspetto marziale. Solo il tremito della gamba tradiva una certa emotività.
- Dunque è davvero morto.
- Glielo confermo.
Era il suo agente migliore. Il suo alter ego sul campo per tutta la sua carriera.
- Sua moglie è stata avvisata?
- Parlerò più tardi con Annie. Vorrei dirglielo io stesso. Sarà un duro colpo, così vicino alla pensione.
Già, la pensione. Difficile vederla dopo una missione così rischiosa. Ma la cosa che gli faceva davvero rabbia erano le modalità. Una banale scivolata uscendo dalla doccia.
- Il presidente è informato?
- Certo, è davvero costernato.
- Spero che ora non si voglia sfruttare il tutto politicamente.
- Ha assicurato una cosa minimale. Giusto una foto, poi ci si "sbarazzerà" del corpo.
- Almeno Annie avrà un corpo da piangere.
Il generale si alzò lentamente, rattristato dal ricordo delle gite al lago con lui ed Annie. Per nascondere la commozione andò lentamente verso il mobile bar, da cui tornò con due bicchieri.
- A Osama.
- A Osama.

logorio

Crash - Quando un frigo interrompe una storia d'amore e di coltelli.

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"Ciao, finito il latte. Domani non ci sono, lasciami 2000 euro , mio cognato non vuole più aspettare. Ah, la cravatta blu che ti ho regalato, che ti piaceva tanto, mi dispiace ma non riuscivo a slegarmi e l’ho dovuta tagliare. Baci".

Ziiiiiii dop, silenzio, ziiiiiii dop, silenzio. Mi annoio, capitano anche queste giornate, anzi, a dire il vero sono la maggior parte, in cui per molte ore non passa nessuno dei due, e l’unica soluzione è contare i secondi tra il silenzio e lo ziiiiiii dop. Anche se sembra assurdo, provo quasi un senso di solitudine.
Ops, è arrivato lui.

Maionese, wurstel, birra da 66cc, mousse di cioccolato e scatola del caffè per dopo. Che poi 'sta cosa che mi conserva il caffè qua, invece che nello stipetto in alto, non l’ho mai capita.
Mi sbatte addosso il suo diritto di replica.

"Brutta stronza, la mia cravatta blu!!! Di’ pure addio ai tacchi delle tue scarpe da modella. Riguardo a tuo cognato: che si fotta. Io quelle quaglie australiane non le ho ancora vendute, alla faccia dell’affare sicuro. Ciao, non so quando torno, al lavoro è un casino. Ps: ricomprami la cravatta!"

A pensarci bene, non ricordo l'ultima volta che li ho visti insieme.

Intanto passano le ore, non so quante. Non so neanche quanti ziiiiiiiiii dop.

Mi apro. Latte scremato, fiocchi di latte scremati, papaya e succo di pompelmo senza zucchero. È la sua colazione tipica, sempre ossessionata dalla linea.
Legge il messaggio, lo appallottola e lo getta per terra con violenza e disprezzo. Prende un altro post-it, una penna e si mette a rispondere. Ahio! Mi lascia in consegna il suo biglietto per la giornata.

"Coglione tu che hai creduto all’affare delle quaglie australiane. Il frigo è quasi vuoto, mi viene l’ansia ad aprirlo, sabato dobbiamo fare spesa. Ciao."

Quasi vuoto? Per favore non tocchiamo questo tasto. Lo ricordo bene l'inizio di questa faccenda. Loro che si aggiravano per casa come due ragazzini delle elementari, coi loro giochetti, i loro scherzi, le loro stupide ma romantiche smancerie. Io ero sempre pieno, strabordante, pronto a servire energiche colazioni, pantagruelici pranzi, squisitissime cene. Il mio essere pieno, amavo pensare, era il beneaugurante simbolo del loro felice idillio.
Poi hanno iniziato a trascurarmi e le cose, per loro, non potevano far altro che precipitare.

Contenti loro.

Per il resto del pomeriggio non si sono fatti vivi. Gli scarafaggi hanno approfittato della situazione per trasferire le stoviglie al posto delle vettovaglie, e viceversa, poiché gli scaffali in alto garantiscono una maggiore riservatezza.

Non ho notizie di loro per tutta la sera. Al mattino, sul presto, è lei che mi apre. Ha la faccia gonfia e rimmel sulla guancia, è andata a letto senza struccarsi. Sbraita: è finita la papaya.
Dopo mezz’ora è di nuovo qui davanti che con l’indice si infila un tacco 12.

"Scommetto che stanotte ti è piaciuto, ma cerca di farti la doccia un po’ più spesso, e lavati meglio là sotto! sembrava di stare in un sushi bar. Non abbiamo avuto tempo di dirci nulla, una volta fatto tutto, ti sei addormentato subito. Mio cognato ti sta cercando: o gli dai i soldi o racconta a De Girolami che fine ha fatto quella ragazza.
P.s. Alla lista della spesa aggiungi la papaya".

Quasi le 12, arriva lui, mi scruta indeciso: colazione ritardata o pranzo anticipato? Fortuna per lui che ho poco dentro, così si arrangia con uova e prosciutto e quella bottiglia di vino aperta a capodanno.

"Le tue perfide insinuazioni non meritano risposta. Tuo cognato non ce le ha le palle per dire tutto a De Girolami, e se non fosse per te me ne sbatterei totalmente di lui e dei suoi 2000 euro. Comunque ieri mi hanno parlato di un giro di collant cinesi piazzatissimi, dammi due settimane e rientro con gli interessi. Domani spesa, non c’è più un cazzo di niente. Ah, pensa un po' alla palestra, il tuo culetto sta diventando flaccido".

Un giorno di quiete, forse due. Difficile stabilirlo quando non alzano neanche le tapparelle. Mi godo qualche ora di riposo, anche se non è facile con il ronzio del mio inverter. L’ultimo biglietto è di questa mattina:

"Mio cognato ha detto tutto a De Girolami. Altro che quaglie, altro che 2000 euro, non te ne basterebbero 200mila per tirarti fuori da questo casino, così impari a sballarti con quelle troiette.
E ti sei pure dimenticato la papaya, stronzo!"

I pomeriggi sono sempre più caldi, ed io non basto a rinfrescarmi. Un avanzo di fontina che è in fondo al secondo ripiano da circa due mesi mi parla della sua infanzia, delle splendide giornate passate in alpeggio. Due palle così. Caldo torrido e le solite storie già sentite migliaia di volte.

All'improvviso scorgo un’ombra in terrazzo. È il vicino. Ha scavalcato la ringhiera che divide il balcone della nostra cucina da quello del suo bagno. Se lo tira fuori e comincia a pisciare sulle piantine di menta. Il prossimo mojito che quei due decideranno di farsi sarà particolarmente interessante. Cercherò di non ridere, ma sarà difficile.

Rumori dalla porta d’ingresso, il vicino rientra velocemente nel suo appartamento.

"Tro-ia! Sei una tro-ia!"
"E tu un finocchio! E c'hai pure il cazzo piccolo!"

Poi sento un rumore, un botto improvviso, come se lei gli avesse gettato le scarpe contro, mirando dritto al naso, ma lui le avesse abilmente schivate, facendole andare a schiantarsi contro il finto noce della porta del salotto.

Il lampadario dell'ingresso mi confermerà in seguito essere andata proprio così.

"Ma che cazzooo faai!?!? Sei fuoooriii!?!?! Guarda che ti gonfio. Ti ammazzo. Tanto adesso non devo neanche fare attenzione a tuo cognato, che ormai sono fottuto, e grazie a te! Ah, ma anche tu sei fottuta, lo sai, vero? Fooottuttaaaa!!!!"

CRASH!!!

Mi immagino la scena. Lei che lo guarda spaventata. Lui che prima sembra calmo, le dice quelle cose, poi le urla "fooottuttaaaa!!!!" lanciandole contro il vaso Ikea, che però, a causa della sua pessima mira, va a fracassarsi contro la vetrinetta del mobile bar.

Sento passi pesanti e veloci venire dalla mia parte. E' lui.
Apre il cassetto delle posate e comincia a rovistarci dentro, guardandosi con ansia alle spalle. Poi lo trova: il coltellaccio. Lo nasconde nei pantaloni, dietro la schiena, poi mi apre e si mette a spostare quelle due o tre cose che stanno al mio interno, cercando chissà cosa.

Entra anche lei.

"Che cazzo fai?"

"Voglio una birra."

Una birra, figurarsi! Pretende ancora di trovare una birra, dopo il modo in cui mi hanno trascurato in questi ultimi mesi.

"Niente da fare" - mi chiude ghignando a denti stretti.

Lei deve aver intuito le sue intenzioni perché non gli dà il tempo di voltarsi che gli si butta addosso. Cadono, gli si aggrappa al collo e lo inchioda a terra, contro il mio sportello del freezer. Comincia a strappargli i capelli e a morderlo sulla faccia. Lui urla, non riesce a divincolarsi.

A me pesano un po', sinceramente, ma non mi fanno male. Certo, non è il massimo averli appiccicati contro in quella maniera. Specie per lui, che puzza di gatto malato.
Continuano a sbattermi contro, mentre lottano.
A un certo punto qualcosa di strano.
Come, boh, delle scosse.

Il tavolo della stanza, che si sposta di mezzo metro.
Il quadro sulla parete di fronte, che si alza di mezzo metro.

I pochi e scaduti barattoli di yogurt che stanno al mio interno si ribaltano e rotolano da un piano all'altro, sempre più in basso. Mi si apre la porta. La pellicola trasparente che avvolge una mezza cipolla ormai marcia abbandona (finalmente!) l'angolino in cui si era nascosta, e scappa via, all'aria aperta.

Per me è quasi un deja vu...non capisco..anzi, sì! Adesso ricordo!
La prima volta che sono stato qui... quei due ragazzi in tuta da lavoro.
Il primo ricordo della mia vita... mi avevano appena attaccato alla corrente, quei due ragazzi che domandano "Va bene qui, signora?", e lei che chiede di spostarmi un po' più vicino all'angolo, ma non troppo, che ci deve stare anche la scopa.

Allora i due tipi mi prendono, mi abbracciano, mi fanno ondeggiare, mi muovono...sì, è proprio quella la sensazione, mi sto muovendo!
Ed è...bellissimo.

Vedo i loro volti terrorizzati, sono sempre a terra, sotto di me.
Lui è riuscito a prendere il coltellaccio. Lei gli tiene ancora le mani tra i capelli. Ma sembrano non lottare più, chissà perché.
Anzi, chissà perché un cazzo. Non mi interessa più niente di loro, io mi sto muovendo! Ed è bellissimo.

Vedo solo il pavimento e poco più. I loro stupidi volti sono vicinissimi, adesso. Ma non mi importa

CRASH!!!

SV staff

Arrivano i tecnici

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Cosa sta succedendo davvero a Fukushima? Ecco la fondente verità attraverso le conversazioni carpite all'alto comando militare giapponese intercettato per SenzaVoglia da Mu Ho & The Mangler

Intercettazione n.1
"Signore, come procediamo per il pressure vessel del reattore 1?"
"Innaffiatelo con un camion di gazzosa"
"Signore, non penso funzionerà"
"Non discuta gli ordini sergente. Si dia il via all'OPERAZIONE GAZZOSA"

Intercettazione n.2
"Sì. signor Ministro, non si preoccupi. La situazione è sotto controllo. Stiamo innaffiando tutto con la gazzosa, così le bollicine catturano gli elementi volatili e li depositano nei pressure vassel che poi vengono farciti col cioccolato e inscatolati per renderli pronti per la commercializzazione"
"Pronto?? Ma chi parla?"

Intercettazione n.3
"Signore, questa cosa della gassosa versata ovunque non credo ci stia aiutando"
"Zitto e continuate a versare!"
"Signorsì, signore"
"E preparate le ballerine"
"Come desidera signore"

Intercettazione n.4
"Dove sono le cisterne di gassosa che avevo ordinato?"
"Caro, le avrai lasciate in giro da qualche parte, controlla bene. Sei così disordinato"
"Sergente, si consideri agli arresti per insubordinazione"

Intercettazione n.5
"Signore la situazione è fuori controllo ormai. Stiamo finendo la gassosa. Che dobbiamo fare?"
"Usate anche l'aranciata se dovesse essere necessario. Non aspetteremo certo i tempi di dimezzamento della coca cola"
"Signore, qui un tecnico consiglia di sparare azoto gassoso"
"E cosa aspettate? Forza con questa Azoto Gazzosa"

Intercettazione n.6
"Signore, il primo ministro chiede se i pressure vessel al cioccolato sono cioccolato al latte o fondente. Che devo dire?"
"Cosa pensa possa risultare più credibile?"
"Signore mi stupisco della domanda ! E' chiaramente fondente, siamo in una centrale nucleare"
"In una centrale nucleare? E da quando? Perché non vengo mai informato?"
"Ma…signore!"
"E comunque dove sono i fottuti nani ? E la mia gassosa ? L'ho ordinata più di un'ora fa CRISTO DI DIO"
"Allora, signore, continuano con la gazzosa sui reattori?"
"Siete cretini? Evacuiamo subito. Non staremo un minuto di più in questo inferno. Dia l'ordine, prepari gli aerei, trovate l'emergenza umanitaria più vicina e dirigiamoci lì. E non dimenticate di recuperare tutta la gazzosa che riuscite".

Mu Ho & The Mangler

Fuga in Brasile

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Un'autobiografia? L'effetto dell'alcool? Una cazzata? O tutte tre cose insieme. Ligi al nostro dovere, quello di rovinarvi i lunedì, ecco un pezzo di borges in astinenza di sputi in faccia per i suoi pezzi mediocri.

Alla fine sono contento che mi avete trovato. Erano dieci anni che nessuno ci riusciva. Sono anche dieci anni che sono sparito, so nascondermi Io. Ora, come ben capite, la cosa da un lato mi fa piacere, rivedere della gente “civile”, sì è una cosa che posso considerare positiva, dall’altro, di lato, mette davanti ai miei occhi tutto il tempo passato a non lasciare traccia di me e sì, questa è una cosa che non posso non considerare negativa .

Niente di personale, davvero, ma dopo questa nostro incontro, vi dovrò uccidere, ma non vi preoccupate, farò in modo che le vostre membra siano rimpatriate, a pezzi, ai vostri mandanti. Lo farò con estremo piacere, uccidervi dico, in memoria di quello che era la mia vita, prima del Brasile, di questa spiaggia meravigliosa, di questo villaggio sperduto. La mia vita passata tra intrighi, spionaggio, truffe, notti senza sonno, delazioni direi inevitabili ed avventure varie.

State comodi? Volete una caipirinha? I lacci sono troppo stretti o quelle sanguisughe troppo fastidiose?
Non vi preoccupate, la cosa non sarà rapida, non vorrete che sia scortese, che non assolvo le regole del perfetto padrone di casa...

... Mi svegliai in quel momento. Sudato. Nella mio stanzino in affitto. Erano le due del pomeriggio.
Il sapore di birra calda e kebab ancora in bocca, il puzzo acuito dalla calura agostana a Milano e quel senso di vaga inutilità che da anni ormai aleggia sulla mia vita.

Dividevo quell’appartamento con altri 4 ragazzi universitari, io sono Jair, cioè non è il nome dell’anagrafe, ma il nome con cui tutti mi chiamano, la somma della mia passione per l’inter e per il Brasile.
46 anni, pulisco di notte una kebaberia , di giorno sopravvivo. E’ ora di fare colazione, caffè e cornetto all’angolo, il mio unico lusso. Poi mi aspetta un pomeriggio ai giardinetti per evitare il puzzo della mia stanza, se son fortunato scrocco una sigaretta. Se piove e qui capita spesso, ringrazio uno di quei centri commerciali dove puoi girare ore ed ore in mezzo ad un sacco di gente tutte sole come me. Mettendo che la cena è garantita dal kebab, resta il pranzo la sola scommessa giornaliera, di solito la perdo e cerco una scusa per andare prima al lavoro. Oggi ho fatto un giro diverso, son passato davanti ad un’agenzia di viaggio, e ho visto un cartello promozionale, “Spiaggie di Maceiò - sconti 50%”
Come se avessi ricevuto un colpo al cuore, ho barcollato per un po’ come se fossi ubriaco, dopo in un attimo di lucidità son scoppiato a piangere.

borges