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Psyco Candies #04 - Technicloro parte II

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Sono facilmente impressionabile e ogni volta che qualcuno guarda un horror me ne vado in un'altra stanza. Così ho preso l'abitudine a mettere su un horror ogni sera alle dieci almeno mi ricordo di andarmene a dormire.
Sdraiato nel letto sento grida di donna, colpi d'arma da fuoco, vetri che si infrangono e mi piace pensare che siano i vicini. Il giorno seguente mando un biglietto di condoglianze con cui mi dichiaro shockato e disposto a rilevare il loro appartamento. Ovviamente scherzo, non vivrei mai dove si è consumata una morte violenta.
A volte, in piena notte, mi alzo e scopro che il film è diventato una commedia. Ho provato a riportarlo in negozio ma non mi hanno rimborsato:
"Questo film è diventato una commedia".
"E allora?"
"Prima era un horror".
"Lei ha comprato un horror e dopo un po' si è ritrovato una commedia?"
"Sì".
"Mi deve quindici euro".
Secondo il commesso non dipende dal film ma dalla luce, dice che il neon falsa i colori.
Invece la mia amica Ester, che di mestiere testa l'antiruggine sugli animali ma che si intende anche di psicanalisi, sostiene che la commedia è solo l'immagine che il film horror ha di sé stesso. Il film horror si percepisce come una commedia e proietta questa percezione nei suoi sogni notturni. Allora ho capito che dovevo cambiare atteggiamento (nonché l'antiruggine per il mio cane). Per il bene dell'horror. Per questo ho iniziato a guardare il film e a ridere dicuore ad ogni squartamento, e sembra proprio che la cosa stia funzionando: tutte le notti sogno di essere un musical.
Ora ho imparato a guardare ed amare gli horror, a patto che ci sia la luce accesa. Nonostante disturbi chi sta con me, soprattutto al cinema.

gabbbbro

Psycho Candies #02 - Technicloro parte I

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Nuove Psycho Candies.
Apriamo un nuovo filone cinematografico, giusto il tempo di fargli prendere aria.



Technicloro parte I

Mia moglie non va al cinema da così tanto tempo che non ha mai visto un film in 2d. Finora ha solo osservato le pellicole di profilo.
Così l’ho portata a vedere una di quelle meraviglie degli effetti speciali in cui sembra che gli attori escano fuori dallo schermo: l’ho portata a teatro. Nel frattempo io me ne sono andato in un cinema lì vicino, una di quelle piccole sale che resistono allo strapotere dei cineplex, dove i film restano in cartello più a lungo, la gestione è famigliare e i pop-corn vengono preparati come una volta: con la pastella. E modellati uno ad uno.
Come spesso accade in queste sale, il film era in lingua originale. Fortuna che era un film italiano. Si capiva che era italiano perché l’interprete principale era l’autocompiacimento.
Il film era scritto male, diretto pessimamente e interpretato peggio. Mi sono addormentato prima della fine del primo tempo e ho sognato di essere al cinema, e di guardare un film meraviglioso: un allevatore di polli dell’Iowa attraversava l’America sulle tracce dei genitori fino a scoprire che suo padre era un muro a secco.
Al mio risveglio il film era finito, sono andato all’ingresso e ho preteso un rimborso:
“Il film non mi ha mai emozionato”, ho protestato.
“E cos’erano quelle lacrime al momento dell’arrivo del muro a secco?”
“Quello era un sogno!”
“No, QUESTO è un sogno”. a quel punto il direttore del cinema mi ha lanciato un cappello a cilindro e un bastone da passeggio ed io ho iniziato a ballare il tip-tap inscenando un musical in stile Broadway, con tanto di corpo di ballo da cinquanta elementi.
Al mio risveglio il direttore era di fronte a me: “Il musical non mi ha mai emozionato”. Pretendeva un rimborso.

Le Guide SV - Location 2011 per un arresto cool

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Molte lettere di fans ci chiedono perché esistiamo, perché scriviamo, di pagargli le bollette del gas e qualcuno ci propone di allungare il pene. Questa è la risposta: SV è un blog di servizio, nel senso che molti di noi servono ai tavoli per arrotondare, poi in piena notte avvolti nei fumi di qualche strano trip, viene fuori la nostra anima più nobile, aiutare gli indifesi e poveri ladri a prepararsi ad un destino quasi ineluttabile. Ecco perché oggi vi presentiamo la prima guida SV all'arresto cool.




Grandi Magazzini MAS
Nella multietnica zona di piazza Vittorio, laddove tutte le insegne sono in due lingue (cantonese e mandarino), resiste una roccaforte di romanità immutata da decenni: i Magazzini dello Statuto.
Tempio del taccheggio e della filodiffusione, sopravvissuti misteriosamente alla concorrenza delle multinazionali della grande distribuzione, i Magazzini sono un carosello di opportunità per una cattura eccitante: scaffali ricolmi di scatolette da abbattere correndo, cassiere terrorizzate, biancheria svolazzante. I più abili possono addirittura infilarsi al volo in un golfino d’angora sfuggendo sbilenchi tra l’abbigliamento femminile.
In una cornice sospesa a metà fra tradizione (la fondazione di MAS risale ai primi del ‘900) e modernità (se per modernità intendete tutto quello che è capitato nel 1977), potrete guadagnarvi una pagina nella cronaca romana del Messaggero e contemporaneamente acquistare mutande a prezzi competitivi.
Per chi è in cerca di una pena aggiuntiva, nei magazzini troverà un fornito reparto di oreficeria da svaligiare.
Curiosità: il nome di MAS è legato a personaggi di spicco dello spettacolo. Infatti, testimonial recente di Mas è stato Alvaro Vitali, e nei suoi reparti ha preso vita il primo videoclip del rapper romano Er Piotta.
Voto: 5 manette - Indirizzo: via dello Statuto 11, fermata Metro A Piazza Vittorio. Non occorre prenotazione.
Colonna sonora consigliata: Calibro 35 - “La Polizia S’Incazza”


46 barrato
Dopo anni di abbandono, il trasporto pubblico è prepotentemente tornato in voga come luogo ideale per l’arresto, complici gli strapagati location manager cinematografici che non hanno voglia di cercare set più originali.
Perfetto per i radical chic più cheap, ma anche per i morti di fame autentici, il 46barrato rappresenta un ottimo compromesso fra economicità (solo 1 euro per una corsa, forse l’ultima della vostra vita) e vastità degli scenari: si va dal Castel Sant’Angelo delle prime fermate fino alla periferia nord-ovest della città, famosa per i manti stradali che hanno ispirato le più belle provinciali di Nairobi.
Certo, dovete mettere in conto il rischio che un’improvvisa sommossa popolare a bordo del mezzo comprometta l’esito della vostra cattura.
Vi accompagneranno nell’arresto vecchiacci indignati e suore carmelitane del tutto indifferenti.
Voto: 4 manette - Prima corsa ore 5.30, ultima corsa ore 23.00. Non è necessaria la patente. Si sconsiglia l’igiene personale.
Colonna sonora consigliata: The Who - “Magic Bus”


Casa mia
Per i principianti dell’arresto, Casa Mia rappresenta una delle situazioni più confortevoli. Dotata di toilet difettosa, la casa è il luogo ideale dove farsi beccare mentre ci si disfa delle prove nello scarico (ma le prove dovrete procurarvele da soli). Il lungo cortile che attraversa il condominio permette di sfilare sotto gli sguardi di numerosi ficcanaso, indispensabili per dare al vostro arresto un indelebile retrogusto di vergogna. L’appartamento include un bambino di otto anni, insostituibile must per tutti coloro che vogliono sperimentare una scena strappalacrime coi poliziotti.
Curiosità: in passato la casa è stata teatro della cattura di numerosi malavitosi locali, nonché dell’arresto del piacere sessuale.
Indisponibile nei weekend. Non si accettano carte di credito.
Voto: 3 manette - Servizi accessori: Sky, internet wireless, drammi familiari. Tariffe: 40 euro per il primo arresto, 35 per ogni arresto successivo.
Colonna sonora consigliata: Jurassic 5 - “In The House”


Rete fognaria sud
Gli amanti della tentata fuga non rimarranno indifferenti al fascino del Collettore Basso, a sud della capitale. Costruiti nel XIX secolo, questi cunicoli maleodoranti ricordano altri cunicoli maleodoranti. In questa scenografia poco illuminata prendono corpo riverberi di un certo immaginario postapocalittico, a metà tra i morlock de L’Uomo che Visse nel Futuro e la coprolalia di un qualunque film di Natale.
Chiunque sia stato arrestato nelle fogne ricorda l’esperienza con affetto, visto che la toxoplasmosi, contratta proprio nelle fogne stando a contatto con ogni genere di feci, ha causato loro un’acuta encefalite e un conseguente stato di confusione mentale.
Voto: 2 manette - torce e stivali di gomma non inclusi. Figure patetiche sempre disponibili, pagando un supplemento.
Colonna sonora consigliata: The Pornophonix - “Still Waiting For Hellen Boyle”

gabbbbro

Crash - Quando un frigo interrompe una storia d'amore e di coltelli.

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"Ciao, finito il latte. Domani non ci sono, lasciami 2000 euro , mio cognato non vuole più aspettare. Ah, la cravatta blu che ti ho regalato, che ti piaceva tanto, mi dispiace ma non riuscivo a slegarmi e l’ho dovuta tagliare. Baci".

Ziiiiiii dop, silenzio, ziiiiiii dop, silenzio. Mi annoio, capitano anche queste giornate, anzi, a dire il vero sono la maggior parte, in cui per molte ore non passa nessuno dei due, e l’unica soluzione è contare i secondi tra il silenzio e lo ziiiiiii dop. Anche se sembra assurdo, provo quasi un senso di solitudine.
Ops, è arrivato lui.

Maionese, wurstel, birra da 66cc, mousse di cioccolato e scatola del caffè per dopo. Che poi 'sta cosa che mi conserva il caffè qua, invece che nello stipetto in alto, non l’ho mai capita.
Mi sbatte addosso il suo diritto di replica.

"Brutta stronza, la mia cravatta blu!!! Di’ pure addio ai tacchi delle tue scarpe da modella. Riguardo a tuo cognato: che si fotta. Io quelle quaglie australiane non le ho ancora vendute, alla faccia dell’affare sicuro. Ciao, non so quando torno, al lavoro è un casino. Ps: ricomprami la cravatta!"

A pensarci bene, non ricordo l'ultima volta che li ho visti insieme.

Intanto passano le ore, non so quante. Non so neanche quanti ziiiiiiiiii dop.

Mi apro. Latte scremato, fiocchi di latte scremati, papaya e succo di pompelmo senza zucchero. È la sua colazione tipica, sempre ossessionata dalla linea.
Legge il messaggio, lo appallottola e lo getta per terra con violenza e disprezzo. Prende un altro post-it, una penna e si mette a rispondere. Ahio! Mi lascia in consegna il suo biglietto per la giornata.

"Coglione tu che hai creduto all’affare delle quaglie australiane. Il frigo è quasi vuoto, mi viene l’ansia ad aprirlo, sabato dobbiamo fare spesa. Ciao."

Quasi vuoto? Per favore non tocchiamo questo tasto. Lo ricordo bene l'inizio di questa faccenda. Loro che si aggiravano per casa come due ragazzini delle elementari, coi loro giochetti, i loro scherzi, le loro stupide ma romantiche smancerie. Io ero sempre pieno, strabordante, pronto a servire energiche colazioni, pantagruelici pranzi, squisitissime cene. Il mio essere pieno, amavo pensare, era il beneaugurante simbolo del loro felice idillio.
Poi hanno iniziato a trascurarmi e le cose, per loro, non potevano far altro che precipitare.

Contenti loro.

Per il resto del pomeriggio non si sono fatti vivi. Gli scarafaggi hanno approfittato della situazione per trasferire le stoviglie al posto delle vettovaglie, e viceversa, poiché gli scaffali in alto garantiscono una maggiore riservatezza.

Non ho notizie di loro per tutta la sera. Al mattino, sul presto, è lei che mi apre. Ha la faccia gonfia e rimmel sulla guancia, è andata a letto senza struccarsi. Sbraita: è finita la papaya.
Dopo mezz’ora è di nuovo qui davanti che con l’indice si infila un tacco 12.

"Scommetto che stanotte ti è piaciuto, ma cerca di farti la doccia un po’ più spesso, e lavati meglio là sotto! sembrava di stare in un sushi bar. Non abbiamo avuto tempo di dirci nulla, una volta fatto tutto, ti sei addormentato subito. Mio cognato ti sta cercando: o gli dai i soldi o racconta a De Girolami che fine ha fatto quella ragazza.
P.s. Alla lista della spesa aggiungi la papaya".

Quasi le 12, arriva lui, mi scruta indeciso: colazione ritardata o pranzo anticipato? Fortuna per lui che ho poco dentro, così si arrangia con uova e prosciutto e quella bottiglia di vino aperta a capodanno.

"Le tue perfide insinuazioni non meritano risposta. Tuo cognato non ce le ha le palle per dire tutto a De Girolami, e se non fosse per te me ne sbatterei totalmente di lui e dei suoi 2000 euro. Comunque ieri mi hanno parlato di un giro di collant cinesi piazzatissimi, dammi due settimane e rientro con gli interessi. Domani spesa, non c’è più un cazzo di niente. Ah, pensa un po' alla palestra, il tuo culetto sta diventando flaccido".

Un giorno di quiete, forse due. Difficile stabilirlo quando non alzano neanche le tapparelle. Mi godo qualche ora di riposo, anche se non è facile con il ronzio del mio inverter. L’ultimo biglietto è di questa mattina:

"Mio cognato ha detto tutto a De Girolami. Altro che quaglie, altro che 2000 euro, non te ne basterebbero 200mila per tirarti fuori da questo casino, così impari a sballarti con quelle troiette.
E ti sei pure dimenticato la papaya, stronzo!"

I pomeriggi sono sempre più caldi, ed io non basto a rinfrescarmi. Un avanzo di fontina che è in fondo al secondo ripiano da circa due mesi mi parla della sua infanzia, delle splendide giornate passate in alpeggio. Due palle così. Caldo torrido e le solite storie già sentite migliaia di volte.

All'improvviso scorgo un’ombra in terrazzo. È il vicino. Ha scavalcato la ringhiera che divide il balcone della nostra cucina da quello del suo bagno. Se lo tira fuori e comincia a pisciare sulle piantine di menta. Il prossimo mojito che quei due decideranno di farsi sarà particolarmente interessante. Cercherò di non ridere, ma sarà difficile.

Rumori dalla porta d’ingresso, il vicino rientra velocemente nel suo appartamento.

"Tro-ia! Sei una tro-ia!"
"E tu un finocchio! E c'hai pure il cazzo piccolo!"

Poi sento un rumore, un botto improvviso, come se lei gli avesse gettato le scarpe contro, mirando dritto al naso, ma lui le avesse abilmente schivate, facendole andare a schiantarsi contro il finto noce della porta del salotto.

Il lampadario dell'ingresso mi confermerà in seguito essere andata proprio così.

"Ma che cazzooo faai!?!? Sei fuoooriii!?!?! Guarda che ti gonfio. Ti ammazzo. Tanto adesso non devo neanche fare attenzione a tuo cognato, che ormai sono fottuto, e grazie a te! Ah, ma anche tu sei fottuta, lo sai, vero? Fooottuttaaaa!!!!"

CRASH!!!

Mi immagino la scena. Lei che lo guarda spaventata. Lui che prima sembra calmo, le dice quelle cose, poi le urla "fooottuttaaaa!!!!" lanciandole contro il vaso Ikea, che però, a causa della sua pessima mira, va a fracassarsi contro la vetrinetta del mobile bar.

Sento passi pesanti e veloci venire dalla mia parte. E' lui.
Apre il cassetto delle posate e comincia a rovistarci dentro, guardandosi con ansia alle spalle. Poi lo trova: il coltellaccio. Lo nasconde nei pantaloni, dietro la schiena, poi mi apre e si mette a spostare quelle due o tre cose che stanno al mio interno, cercando chissà cosa.

Entra anche lei.

"Che cazzo fai?"

"Voglio una birra."

Una birra, figurarsi! Pretende ancora di trovare una birra, dopo il modo in cui mi hanno trascurato in questi ultimi mesi.

"Niente da fare" - mi chiude ghignando a denti stretti.

Lei deve aver intuito le sue intenzioni perché non gli dà il tempo di voltarsi che gli si butta addosso. Cadono, gli si aggrappa al collo e lo inchioda a terra, contro il mio sportello del freezer. Comincia a strappargli i capelli e a morderlo sulla faccia. Lui urla, non riesce a divincolarsi.

A me pesano un po', sinceramente, ma non mi fanno male. Certo, non è il massimo averli appiccicati contro in quella maniera. Specie per lui, che puzza di gatto malato.
Continuano a sbattermi contro, mentre lottano.
A un certo punto qualcosa di strano.
Come, boh, delle scosse.

Il tavolo della stanza, che si sposta di mezzo metro.
Il quadro sulla parete di fronte, che si alza di mezzo metro.

I pochi e scaduti barattoli di yogurt che stanno al mio interno si ribaltano e rotolano da un piano all'altro, sempre più in basso. Mi si apre la porta. La pellicola trasparente che avvolge una mezza cipolla ormai marcia abbandona (finalmente!) l'angolino in cui si era nascosta, e scappa via, all'aria aperta.

Per me è quasi un deja vu...non capisco..anzi, sì! Adesso ricordo!
La prima volta che sono stato qui... quei due ragazzi in tuta da lavoro.
Il primo ricordo della mia vita... mi avevano appena attaccato alla corrente, quei due ragazzi che domandano "Va bene qui, signora?", e lei che chiede di spostarmi un po' più vicino all'angolo, ma non troppo, che ci deve stare anche la scopa.

Allora i due tipi mi prendono, mi abbracciano, mi fanno ondeggiare, mi muovono...sì, è proprio quella la sensazione, mi sto muovendo!
Ed è...bellissimo.

Vedo i loro volti terrorizzati, sono sempre a terra, sotto di me.
Lui è riuscito a prendere il coltellaccio. Lei gli tiene ancora le mani tra i capelli. Ma sembrano non lottare più, chissà perché.
Anzi, chissà perché un cazzo. Non mi interessa più niente di loro, io mi sto muovendo! Ed è bellissimo.

Vedo solo il pavimento e poco più. I loro stupidi volti sono vicinissimi, adesso. Ma non mi importa

CRASH!!!

SV staff

Fatti scredibili #2

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Altre cose che non sapevate, ma che non inficiavano la qualità della vostra vita. Inutili e bizzosi ecco altri fatti scredibili by gabbbbro.


Rafy Mofid riusciva a scrivere anche con la sinistra, nonostante l’avesse persa in un incidente



Zeng Xiao Hu possedeva un’insegna da quattro generazioni. Era l’insegna di un ristorante, ma lui la teneva sopra a un negozio di cianfrusaglie gestito da una vecchia coppia gay australiana. Pagava un affitto piuttosto alto per tenere lì la sua insegna, ma secondo Xiao Hu ne valeva la pena perché la bottega, anche se piccola, si trovava in pieno centro ed aveva la connessione a internet.
Il suo bisnonno aveva vinto l’insegna giocando d’azzardo, in un periodo in cui era illegale scommettere qualsiasi cosa che non fosse la verginità di una figlia, ed era sopravvissuta a due guerre mondiali e a diverse edizioni di Giochi Senza Frontiere. In origine l’insegna non era di un ristorante, ma di un fabbro e prima ancora era di un Dunkin’ Donuts.
Ogni sera Zeng Xiao Hu la rimuoveva dal negozio dei due australiani e la portava a casa affinché non si rovinasse. Egli era stato incapace di trasmettere ai suoi figli il rispetto e l’attaccamento per quella vecchia insegna e ogni notte, rimuginando su questo fallimento, piangeva inconsolabile nel suo letto.



Wilma Rosselli aveva un mignolo destro al posto dell’anulare sinistro, un medio sinistro al posto dell’indice sinistro, un indice destro al posto del mignolo sinistro, un indice sinistro al posto del pollice destro, un medio destro al posto del mignolo destro, un anulare destro al posto del medio sinistro, un mignolo sinistro al posto dell’anulare destro,  un pollice destro al posto del medio destro, un anulare sinistro al posto dell’indice destro e un disgustoso pollice sinistro al suo posto.



Betty Molinari divenne ricca inventando l’acronimo LOL, anche se la sua intenzione era sintetizzare chimicamente l’acquiescenza. Aveva inventato altri acronimi in passato, ma di minor successo, per via di un numero eccessivo di interazioni con altri medicinali. Per un soffio, a LOL venne preferito SOS come richiesta di soccorso, e la delusione portò la Molinari alla depressione e infine al suicidio. Non vide mai l’invenzione di internet, che ricambiò non citandola in nessun sito.




gabbbbro

Fatti scredibili

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Lunedì, again. Che brutta cosa! Tenteremo di renderla ancora più brutta. Gabbbbro, non sapendo come spendere le sue domeniche ci manda questa raccolta di fatti conosciuti solo da lui. E forse c'era il perché.






Renzo Filomeni masticava sale e sputava zucchero. Succedeva da un po’. Sua moglie, che era il genere di donna che preferiva di gran lunga una bistecca a una fetta di torta, iniziò a rifiutarsi di baciarlo, disgustata dal sapore melenso della sua saliva, e presto questo divenne un valido motivo per tradirlo con un appassionato di cinema che aveva continuamente la bocca salmastra per via dei pop-corn.
Il suo medico, un giovane riccioluto che a malapena sembrava ascoltare, seppe solo prescrivergli una dieta iposodica che in breve tempo si rivelò inutile. Nessuno show televisivo voleva scritturarlo, perché in televisione i sapori non si capiscono e la sua particolarità non avrebbe meravigliato nessuno, e non c’era bar che avesse bisogno di un’abilità del genere da quando avevano inventato il dolcificante dietetico.
Sul bus, un suo starnuto uccise un’anziana diabetica.
Gli amici lo esortavano a sostituire il sale con lo zucchero, ma sarebbe stato impossibile riuscirci, per uno che non aveva nemmeno provato a smettere di masticare sale.
Le soluzioni più semplici non lo gratificavano, e la sua vita stava divenendo un inferno.



Ivan Koll si risvegliò in una bara. La situazione era terrificante, così preferì dormire altri cinque minuti.



Eliana Mazzucchelli non aveva più la vagina. All’ora di pranzo c’era, ma un paio di ore dopo era sparita. Al suo posto non c’era nulla. Insomma, nulla che la sostituisse. Non c’era un pene o un’altra vagina. Non c’era un vuoto siderale. Non c’erano muscoli esposti o una cicatrizzazione che avesse sigillato le grandi labbra. E nemmeno un folletto o un’altra creatura fantastica. Non c’era un tappo e neanche una fotografia che riproducesse le fattezze di quella che un tempo fu la sua vagina. Semplicemente, non c’era più la vagina. Se ne accorse quando, seduta sul water del suo ufficio al quinto piano di un anonimo palazzo di uffici, non aveva sentito il minimo rumore scaturire dalla sua pipì. Il tipico scroscio moderato ma inesorabile dell’urina che scuote l’acqua sul fondo della tazza, beh, quel suono familiare era stato sostituito dal più totale silenzio. Eppure la pipì l’aveva fatta. Fu quando fece per asciugarsi che si accorse di non avere più la vagina. Passò prima in rassegna tutta una serie di alternative ancor più improbabili del fatto stesso di non avere più la vagina: “Non avrò tolto le mutandine”, pensò; “Forse mi è rimasto un collega incastrato fra le gambe”; “Magari l’ho lasciata a casa”. Ma dovette presto convenire che invece, imprevedibilmente, non aveva più la vagina. E questo scombussolava i suoi piani per il sabato sera.



Anita Berger aveva un incredibile difetto di pronuncia, che le impediva di parlare fingendo di avere un qualsiasi difetto di pronuncia.



Alberto Satrignani allenava contemporaneamente due squadre di calcio. E picchiava i bambini, ma la cosa interessante è che allenava contemporaneamente due squadre di calcio. E dello stesso campionato.
Malgrado la sua professione, non era un uomo troppo carismatico, ma proprio per questo nessuno lo notava e così poteva allenare queste due squadre senza rischiare disapprovazioni. Nessuno si era accorto che l'allenatore delle delle due formazioni era sempre lui. Percepiva due stipendi e nelle interviste esprimeva continue attestazioni di stima verso un particolare allenatore di un’altra squadra, che invariabilmente era lui.
Quando i due schieramenti allenati da Alberto si scontrarono sul campo per la prima volta, nessuno notò che i due allenatori erano vestiti allo stesso modo, né che fosse impossibile vederli abbracciati o uno sulle spalle dell’altro. Le telecamere indugiavano su Alberto alternando le didascalie, prima il nome di una squadra e poi quello dell’altra, e sarebbe stato facile notare la somiglianza fra i due se solo gli spettatori avessero smesso di fissare il loro nuovo televisore per guardare le immagini che ci scorrevano dentro.
La partita fu persa da entrambe le squadre. La carriera di Alberto ne uscì irrimediabilmente compromessa.



gabbbbro






Oggensioni #6 La Grattugia

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Torniamo con la nostra rubrica di pubblica utilità. Se è utile avere delle recensioni sotto effetto di pejote.
Comunque per tutti gli amanti del parmigiano e della pasta con la grattata di pecorino, ecco a voi gabbbbro con la grattugia.

Una grattugia si può acquistare in svariate tipologie di esercizi commerciali: supermercati, piccole rivendite di alimentari, ferramenta, maxistore di arredamento, negozi di grattugie. La mia l’ho comprata in un centro massaggi.
All’inizio ero incerto se prenderla o meno, poiché la grattugia non era nuova ed aveva evidenti segni di usura, ma il commesso del centro massaggi mi ha garantito che lì non la usavano per il formaggio (sapete, sono vegano e la cosa avrebbe rappresentato un problema) e così mi sono convinto. Il tizio in questione aveva il nome, l’accento e l’aspetto di un napoletano, ma era un polinesiano. Bastava avvicinarsi al suo orecchio per sentire il rumore di una conchiglia polinesiana che cade. È stato lui a spiegarmi che, in origine, gli uomini non usavano la grattugia per sbriciolare parmigiano, pane o altri alimenti. L’utensile serviva, bensì, per sgretolare pezzi di polistirolo sui presepi e simulare la neve. Il polinesiano mi ha mostrato come usare la grattugia per fare un massaggio e ha insistito per regalarmi un pezzo di polistirolo, che ovviamente non ho potuto accettare, essendo vegano. Così gli ho promesso di ritornare a Natale per vedere il suo presepe, ma non lo farò.
Quella che ho acquistato è una grattugia a quattro lati, adatta in special modo per le verdure (sapete, sono vegano), ma di grattugie ne esistono un’infinità di modelli: grattugie multifunzione a sei lati, grattugie piatte, grattugie in porcellana per lo zenzero, oroshigane (le temutissime grattugie giapponesi), grattugie per parmigiano, grattugie per noce moscata, grattugie per testicoli, grattugie per grattugie. L’elenco potrebbe continuare a lungo, ma mi limiterò in quanto i miei detrattori mi accusano di ricorrere troppo spesso agli elenchi, nelle mie recensioni. Mi riferisco ad altri recensori meno talentuosi, a lettori saltuari, a blogger invidiosi, a nerd con molto tempo a disposizione, ad abbonati dalla lettera di protesta facile, a lettori affezionati in cerca di ragioni per disaffezionarsi, ad animalisti che hanno perso la bussola, a madri orfane, a figli vedovi e a tutta una serie di altri individui il cui parere conta meno della grattugia di cui stiamo parlando, una grattugia di cui vado peraltro molto fiero.
Parliamo di una grattugia di acciaio inox, con manico in plastica, affettatore per cetrioli su un lato, trama fitta per patate su un altro e una roba appiccicosa che non ho capito cosa sia sul retro. C’è anche lo strumento per fare le carote alla Julienne, anche se sarebbe ora che iniziasse a farsele da sole, ‘ste carote.
La grattugia è in commercio a 9,90 euro. Io, avendola comprata usata, l’ho pagata 70 euro, ma solo perché avevo bisogno della fattura e nel centro massaggi potevano fatturarmi solo i massaggi
Un acquisto indispensabile per gli appassionati di cucina o di strumenti musicali alternativi, e per chi deve grattugiare il grana sul presepe.
gabbbbro

Non c'è sesso senza sesso #6

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Ci sono le perle della geisha, le dita cinesi e il dildo doppio. Quando li acquisti, ti premuri di fare domande che mettano in evidenza i gusti e le necessità della tua compagna, perché ci tieni a dimostrare ai commessi che tu una compagna ce l’hai, che non sei un autoerotomane né, tantomeno, un ricchione. Ma poi, perlopiù, è lei ad usare i giocattoli su di te. Sfere di lattice collegate da un filo che ti penzolano dal sedere mentre lei ti arrossa le chiappe con una verga di trenta centimetri. O un tubo corrugato che esce dalla sua figa ed entra lì, sempre lì, nel tuo buco di culo. La cosa eccita te ed eccita lei, per una qualche ragione. Per lei è una formula evolutiva, per te pura regressione, e ti va bene così.

Ci sono i lacci di seta e quelli di corda, le manette e anche i cockring, gli anelli che ti soffocano la base del pene per ritardare l’eiaculazione. Poi ci sono le riunioni del martedì mattina e tu che le chiedi di presentarsi senza le mutandine sotto alla gonna. Tu che rincasi prima di lei e appena rientra le chiedi di verificare che davvero sia nuda, lì fra le calze. Così te la immagini tutto il giorno nel suo ufficio, fra colleghi che non sanno che basterebbe allungare una mano e prenderla, ignari di quella nudità ambulante. Stupidi e repressi come tutti gli altri.

C’è il calcetto del mercoledì dal quale rientri tardi trovandola nella vasca da bagno, e tu che le pisci addosso appena apri la porta del bagno e la trovi sdraiata nell’acqua, nella penombra delle candele illuminata solo dai riverberi umidi, nascosta da una tendina decorata che scosti appena. I più la chiamano pioggia dorata, gli internauti pissing. I più tecnici minzione erotica e i letterati urofilia.

Ci sono le pinze da attaccare ai capezzoli, e le catenelle da attaccare alle pinze. I cunei per la dilatazione anale da indossare in maniera progressiva, la cintura con un dildo nero di venticinque centimetri sul davanti.

C’è la sua lezione di prepugilistica del giovedì, e lei che torna dalla palestra avida e violenta, sarà per l’adrenalina o per chissà cosa che le resta in circolo. C’è la visita di sua madre una volta al mese, che resta per due o tre giorni, ed il sesso notturno soffocato che fate mentre la vecchia dorme in salotto. Le calze di seta legate intorno alla bocca oppure i morsi a palla, conficcati bene dentro, da non respirare.

C’è l’armadio a specchio e la videocamera sempre fissata al treppiede. Ci sono i club una volta ogni tanto, con una decina di uomini single che guardano ed altrettante coppie che scopano, e voi siete fra quelle. Gli habituè e le dipendenti, e gli incontri inaspettati di gente che si domanda sorridente “ma che ci fai qui?”

Ci sono le serate col plaid sul divano a fissare un dvd che non finirete di vedere. C’è chi se ne vanterebbe con gli amici ma ci sei tu che non vuoi che tua moglie passi per porca e quindi ci sei tu che non te ne vanti con gli amici.

Ci sono le notti che ti svegli per un colpo di frustino sulla schiena, e lei è vestita di pelle e tu preferiresti dormire ma alla fine ti fai frustare e ti viene duro e molto dopo sei costretto a menartelo perché lei ha deciso di farti soffrire. Ma anche le domeniche pomeriggio in cui la segni con la sferza appena sopra la vagina, dove l’osso crea quella curva leggera che lei ha appena depilato. Ci sono le stronzate di master e slave che lasciate ai sadomasochisti del cazzo, perché a voi piace solo stuzzicarvi ed eccitarvi. Ci sono le estati col ghiaccio e gli inverni con la cera bollente colata ovunque, proprio ovunque. Le creme per lenire gli eritemi e i tubi di lubrificante profumato che non usate più da un pezzo, dentro al cassetto del comodino.

C’è la serata coi film senza finale, la visita di sua madre una volta al mese che si trattiene due o tre giorni, il calcetto del mercoledì con pissing a seguire, ci sono i privé e la lezione di prepugilistica.

Ci sei tu che torni dal lavoro e trovi la porta del bagno insolitamente chiusa, ma non a chiave perché chiavi non ne avete, e lei dentro che si deterge in una vasca piena di schiuma, sempre nascosta da una tendina colorata che scosti appena. Ci sei tu che ti slacci i pantaloni e la immagini soltanto, mentre con la testa al cielo inizi a rovesciarle sulla schiena o sul collo o sui capelli o sulla faccia la pisciata che hai trattenuto per tutto il tragitto in auto fino a casa. E c’è lei che un secondo dopo che tu hai iniziato ti dice “Amore”, giusto un secondo dopo, ti dice “Amore, mia madre è arrivata oggi”, e ci sei tu che pensi “occazzo, la porta è aperta”, e stai rischiando una figura di merda con tua suocera che potrebbe vederti lì mentre pisci addosso a sua figlia, e c’è lei che ti dice “Amore, mia madre è arrivata oggi, non ho fatto in tempo a dirtelo”, e ci sei tu che chiudi la porta sbattendola e ti domandi “ma perché stai gridando, ti sentirei anche se sussurrassi”, e c’è lei che ti dice “Amore, mia madre è arrivata oggi, non ho fatto in tempo a dirtelo”.
Tu hai cominciato a pisciare da un secondo o due. Forse tre. E c’è lei che urla dalla cucina.
“Mia madre è arrivata oggi. È di là nella vasca da bagno”.

gabbbbro

De Lapaleaks #2

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Leggiamo sul Corriere che un sito internet ha recentemente messo alla berlina una serie di ricerche scientifiche, bollandole come “scontate”. Tutto nasce da questa rivelazione: “Mance più laute se hai il seno grosso.” Ma anche da: “I bambini maschi amano le macchinine e le femminucce le bambole.” “Adulti più felici nei week end.” “Sodomizzare un elefante non è facile, né divertente.”

Noi di SV difendiamo invece questi ricercatori. Che paiono dei cialtroni perditempo, e proprio per questo ci stanno molto simpatici. Abbiamo quindi intervistato il Dott. Emanuelo McCloskiwski, un giovane e affascinante italoamericano a capo di una squadra internazionale di ricerca, composta da giovani dottori normodotati, filosofi senza capelli, chimici armati di bermuda rosa shocking, matematici sovraeccitati, coleotteri e nani da giardino. Lo scopo del team di ricerca è palesemente quello di sfruttare al meglio i fondi pubblici ottenuti dallo Stato, ma non possiamo certo farne loro una colpa.

SV: Dott. Emanuelo McCloskiwski, a quanto ammontano tali fondi?

EMC: Innanzitutto un saluto a tutti, ai miei amici, alla mia ragazza, a chi mi legge in questo momento, a mia madre, alla madre dei miei amici, alla madre della mia ragazza, alla madre di chi mi legge in questo momento. I fondi ammontano a circa 8 milioni di euro.

SV: Urka! Ma come ha fatto ad ottenere una tale cifra?

EMC: Mia cugina ha vent’anni, è bellissima, ninfomane e mi deve dei favori.

SV: Non capisco, lei mi sta prendendo in giro. Vuole dire che con il sesso si possono ottenere dei soldi?

EMC: Esatto, non a caso questa è stata la prima scoperta effettuata dal mio team di ricerca.

SV: Interessante, direi allora che i fondi sono meritatissimi.

(Il prof. McCloskiwski prende un appunto su una stagista e poi mi domanda se voglio un caffè o delle cellule staminali. Chiedo se posso avere la stagista, ma mi tocca accontentarmi dell’appunto. C’è scritto “Promemoria: chiedere al giornalista se vuole del caffè o delle cellule staminali”.)

SV: Mi dica professore, quali sono gli altri progetti di studio a cui vi siete dedicati? Cosa bolle in pentola?

EMC: In pentola…cosa bolle in pentola…beh, qualcosa di grosso, certamente. Siamo molto vicini a rivelare al mondo il motivo dei misteriosi ritrovamenti di uccelli morti in varie parti del mondo.

SV: E sarebbe?

EMC: Sono morti.

SV: Dottor Emanuelo, ho la vaga impressione che lei mi stia prendendo in giro.

EMC: Eccezionale, che ne dice di entrare a far parte del nostro team di ricerca, la vedo abbastanza preparato.

SV: Uhm, l’offerta è allettante, promette di presentarmi sua cugina?

EMC: Stavo scherzando.

SV: Ovvio, certo, ovvio. Torniamo a noi e alle nostre ricerche scientifiche. Ho letto da qualche parte che avete passato sei mesi a studiare il comportamento degli automobilisti, che cosa ne avete tratto?

EMC: Una cosa incredibile, pensi che il 99% degli automobilisti di tutto il mondo ha l’abitudine di guardare nello specchietto retrovisore, prima di effettuare un sorpasso.

SV: E quell’1%?

EMC: Stiamo aspettando che esca dalla terapia intensiva, per saperlo.

SV: Benissimo, ci tenga informati. Dottore, so che non è stata un’intervista molto lunga, ma ho un’apericena tra mezz’ora, e devo salutarla. Ha portato qualcosa per noi, vero?

EMC: Certo, un elenco di cose interessanti e utili derivanti dalle ricerche condotte dalla mia squadra. Molti dicono che sono ricerche inutili e lapaleaksiane, a tutti loro io rispondo: pensate al successo di Fabio Volo, poi ditemi se le nostre ricerche sono banali.

SV: Il messaggio è chiaro, la ringrazio ancora Dottore, arrivederci!

(Lascio il professore a quello che stava facendo: scaricare illegalmente risultati di ricerche da internet. Prima di andarmene gli chiedo di timbrarmi i documenti che mi ha dato, così potrò usarli come giustificativi per ottenere un rimborso spese.)

Le scoperte di cui potete fare a meno:

Una ricerca conferma che, se sei allergico, a primavera starnutisci spesso.

Una ricerca conferma che, se attraversi con il rosso in centro a Milano, al 90% ti mettono sotto con l’auto.

Uno studio condotto sui topi ha permesso a un team di ricercatori di vendicarsi per il furto dell’emmenthal.

Una ricerca conferma che le serie tv italiane fanno cagare.

Una ricerca conferma che il pranzo domenicale dalla suocera non è gradito, ancor meno se c’è il derby su Sky.

Una ricerca conferma che se metti la freccia sinistra e giri a destra sei un gran cornuto.

Una ricerca conferma che se spari a casaccio sui passanti prima o poi ti beccano.

Uno studio effettuato su un campione di mille persone ha dimostrato che per la ricerca ci sono almeno mille persone disposte a fare cose stupide.

Una ricerca conferma che la maggior parte dei suoceri non considera lo spogliarello a pranzo una forma di umorismo.

Una ricerca conferma che condurre ricerche sugli automobilisti bendati è pericoloso.

Una ricerca rivela che il tempo libero non ha prezzo. Ecco perché nessuno mi paga per fare niente.

Un ricercatore ha recentemente individuato la cura definitiva contro il cancro, ma nessuno parla la lingua di quel ricercatore.

Una ricerca conferma che se fate partire una lavatrice, andate via, e nel mentre che siete in giro si stacca il tubo dell'acqua, quando tornate è un casino.

Una ricerca conferma che se stai leggendo questo post sei su internet, ed io con tua moglie.

Una ricerca conferma che se i giornali non pubblicassero stupidaggini, ci sarebbero molte spazi bianchi per provare le combinazioni del sudoku.

La ricerca più approfondita di sempre rivela che SenzaVoglia è il blog più divertente, interessante, poetico, eccitante, sensuale, modesto e sincero di tutto il web.

Oggensioni #5
Il supereroe

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Una nuova oggensione di gabbbbro, che farà la gioia dei grandi e dei piccini. E faciliterà la scelta dei prossimi regali di Pasqua.

Personalmente credo sia sbagliato comprare o regalare un supereroe. Le strutture pubbliche sono piene di supereroi in gabbia bisognosi di essere adottati, ma per Natale hanno regalato a mio figlio un giovane esemplare ed ho pensato che una recensione potesse aiutare molti di voi a non prendere una scelta avventata.
Ovviamente, come sempre in queste situazioni, è stato mio figlio a scegliere il nome, ed ha optato per Superman. Gli abbiamo spiegato che potrebbero esserci problemi di copyright e che inoltre questo supereroe è una femmina, ma non ha voluto sentire ragioni.
Il regalo proviene dal mio amico Davide. Ha detto che una femmina crea meno danni durante la crescita e mi ha garantito che sarò lieto di vedere il genere di vestiti che indosserà a diciott’anni.
Superman è una dodicenne dalle pelle nerissima, ma la nostra famiglia non fa discriminazioni di questo genere. Per questo abbiamo tacitamente accordato che Superman è di fede ebraica, così avremo una ragione per emarginarla.
Generalmente non si regalano supereroi che non abbiano ancora manifestato i propri poteri: nessuno vuole ritrovarsi in casa un ragazzino che prende fuoco mentre gioca con tuo figlio sulla moquette. È bene lasciare che i piccoli crescano con i propri genitori fin quando non sviluppano i superpoteri, e a quel punto attendere che la mamma e il papà muoiano in uno scontro con qualche supercriminale (o con qualche supereroe, certo, anche se è difficile che qualcuno voglia comprare il figlio di un supercriminale, temendo vendette che possono arrivare anche dopo anni - magari in un numero speciale).
La piccola Superman non fa eccezione: appena resi visibili i suoi poteri, è stata inventata una qualche ragione per arrestare i suoi genitori (è stato molto facile, poiché sono neri) ed è stata acquistata da una fumetteria che tratta anche cuccioli di supereroi, dove poi Davide l’ha comprata per 350 euro (l’ho letto sullo scontrino che il mio amico mi ha lasciato per eventuali cambi).
La sua abilità consiste nel passare attraverso i muri. Ciò non le consente, come molti erroneamente credono, di attraversare le persone o gli oggetti o di immergersi nel terreno o, finanche, di volare. Può solo passare attraverso i muri. Neanche attraverso le finestre, solo i muri. Questo inizialmente ci ha messo in allarme: Superman sarebbe potuta scappare agilmente in qualsiasi momento, e mettersi in pericolo. Abbiamo aggirato il problema scrivendo su ogni parete di casa “Questo non è un muro”, e l’espediente ha funzionato. Purtroppo ora gli eredi di René Magritte ci stanno dando la caccia per falsificazione di opere d’arte.
A parte questo, la capacità di Superman si sta rivelando decisamente preziosa. Nei ristoranti, può facilmente intrufolarsi in cucina per verificare che il cuoco non sputi nel brodo; in albergo chiediamo sempre di alloggiare vicino ad una stanza vuota, della quale poi ci appropriamo indebitamente; a casa di amici, facciamo puntualmente lo scherzo di svuotare le loro casseforti, anche se per quello è costretta a servirsi di uno stetoscopio o di una fiamma ossidrica.
Mio figlio non sembra attirato dall’intangibilità di Superman, quanto dall’altro suo superpotere: essere nell’età dello sviluppo.
Un supereroe è in grado di provare emozioni, quindi potrà assillarvi con capricci, pianti singhiozzanti ed altri disturbi facili da sedare con una punizione corporale. Se decidete di farlo dormire fuori, assicuratevi che usi i servizi igienici prima di dormire altrimenti vi insozzerà le begonie.
Ribadisco però quanto stabilito nella premessa: non comprate un supereroe, adottatelo. Anche i supereroi adulti possono avere bisogno di affetto. Certo, evitate di prendervi un impegno più grosso di quanto possiate mantenere: se la vostra auto è una Panda, non prendete con voi un giovanotto col potere della superforza in stile Hulk, perché non potrete portarvelo da nessuna parte a meno che non sia lui a mettersi in spalla la Panda.
Ciò detto, ricordate che non importa il potere della creatura che andrete a ospitare, quanto la dimensione (effettiva o potenziale) delle sue tette.

gabbbbro

Natale (e Capodanno) con i mortacci tuoi...#4

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Troppo presi dal realizzare i vari consigli, ci stavamo dimenticando che il Natale è passato e che una nuova dura prova si avvicina. Il capodanno. Ecco l'ultima miscellanea, l'ultimo giro di giostra, l'ultima sigaretta, l'ultima quel cazzo che vi pare. E stavolta complici anche Fed-Ex e Silas Flannery.

100) Presentatevi in netto anticipo, coi vestiti tutti impolverati, sostenendo di essere il Fantasma del Natale Passato.

101) Paarlaate coooon estreeema leeenteeez-za.

102) Intrattenete la famiglia con il gioco delle tre carte.

f) Prendete il nonno e chiedete a qualcuno di scattarvi una foto insieme. Il nonno
lasciatelo normale, ma voi mettetevi in posa di schiena.

8) Presentatevi con le sopracciglia rasate.

l) Parlate a chi vi sta di fronte guardandolo non negli occhi, ma dietro la testa.

sedici) Mostrate orgogliosi il vostro ultimo tatuaggio raffigurante Bin Laden che si scopa uno, o una, della famiglia.

iii) Insistete, animatamente e contro ogni evidenza, che è il pandoro a contenere tradizionalmente uvetta e canditi.

103) Regalate un crisantemo a ciascun invitato lasciando intravedere, mentre glielo porgete, la fondina sotto la giacca.

CX) Urlate soddisfatti “Scopa!” ogni volta che il banditore del mercante in fiera chiama una delle vostre carte, pretendendo il montepremi quando sarete rimasti senza.

2 ) Parlate senza mai utilizzare le lettere P, A, B.

Ugo) Lasciate a casa vostra moglie/vostro marito, e presentatevi con Ozzie Osbourne.

Trentasei) Affettate il torrone con tutta la scatola.

4) Ogni volta che vostro cugino vi si avvicina, annusate vistosamente l’aria e controllate la suola delle scarpe.

Quasi 5) Se qualcuno vi scatta una foto col cellulare, sottraeteglielo con irruenza e scaraventatelo a terra.

19) Rivelate a vostra madre che siete stati adottati.

19) Rivelate a vostro padre che è stato adottato.

19) Rivelate a vostra madre che siete stati una madre.

19) Rivelate a vostro padre che siete stati.

19) Nel bel mezzo del pranzo, raccontate della rettoscopia effettuata pochi giorni prima. Scendete nei minimi dettagli e mimate con passione.

∀) Quando vi fanno una domanda rispondete con cortesia ma a quella precedente.

) Spettegolate malignamente di vostra cognata. Parlando con vostra cognata.

150-25%) Arrivate vestiti da arabi, raccontando del vostro viaggio a Kabul e dichiarando che se tutte le donne non indossano il burqa farete saltare la casa con il tritolo che avete addosso.

4-a, come se fosse Pino) Parlate a vostro cognato di come vi siete scopato sua moglie durante il suo turno notturno domenicale che aveva accettato per comprarle una pelliccia.

1) Scopate tutti i presenti.

2) Arrampicatevi a centro tavola, annunciate uno strabiliante gioco di prestigio ed eiaculate in faccia ai commensali.

3) Dopo un breve sondaggio radunate tutti i nipotini fan di Harry Potter e invitateli sguaiatamente a giocare con la vostra bacchetta.

4) Incendiate un peto.

5) Impugnando il trinciapollo, esibitevi nell’imitazione di Jack Nicholson in Shining.

6) Intavolate con lo zio sacerdote una discussione sulla verginità di Maria.

7) Presentatevi con i pantaloni calati, il membro eretto e con la massima serietà annunciate: “Buonasera, sono lo Spirito Santo”.

8) Servite in tavola un pandoro farcito alla crema, e con noncuranza spazzolatevi le briciole di pandoro dalla patta.

9) Usate le statuine del presepe come bersagli per il tiro alla cerbottana, scrivendo sopra il bambinello “100 punti” con l’indelebile.

10) Cantate “Astro del Ciel” con i rutti.

69) Infilate di nascosto nella giacca di vostro cugino una foto abilmente ritoccata, in cui sua moglie spompina il nonno.

0,001) A tavola, tra i tortellini in brodo e il cotechino con le lenticchie, conversate coi commensali tagliandovi le unghie dei piedi.

@) Coinvolgete tutti in un gioco dei mimi. Categoria film: unite pollice e indice in un cerchio e passateci ripetutamente dentro e fuori un dito dell'altra mano. Oppure direttamente il cazzo.

(<>) Arrivate puntuali, salutate tutti, poi con la scusa di andare in bagno nascondetevi in giro per casa. Saltate fuori a fine giornata facendo finta di niente. Consigliabile premunirsi di panini e birre da tenere in tasca.

;-) ) Insistete a voler recitare una preghiera prima del pasto. Quindi ringraziate il Signore per tutto il cibo, per la splendida giornata, per l'affetto dei vostri cari, per avervi donato una minchia di 35 centimetri. Andate avanti più che potete e concludete con un bestemmione.

101) Mangiate molto pesante la sera prima. Liberate lo sfintere.

97bis) Quando vengono aperti i regali che avete fatto voi tappatevi le orecchie e correte a mettervi al riparo

97ter) Rientrate in tempo per il regalo del padrone di casa. Regalategli un ordigno

Ժ) Al momento del primo brindisi urlate “A morte gli infedeli!” e cercate di sgozzare la nonna

1) Presentatevi con 2010 candeline e pretendete di metterle sulla torta

π) (per lei) Dite a tutti che avete preparato una recita natalizia, staccate il crocifisso dal muro ed esibitevi in una riduzione teatrale de L'esorcista

)) Registrate i lamenti di una persona imbavagliata sull'ipod e mettetelo dentro un enorme pacco dono

213) A metà della cena chiedete con insistenza un caffé e in attesa che venga preparato mettetevi a dormire sul presepe

n) Entrate in cucina e proclamatene l'indipendenza. Per dimostrare le vostre ragioni leggete tutto il testo della Carta delle Nazioni Unite

9) Prendete la parola per un brindisi e annunciate a vostra moglie che volete divorziare

G2) Al momento dei regali spogliatevi e regalate un vostro indumento a tutti i presenti

=) Presentatevi con una super8 e filmate tutto senza dire una parola. Se siete Enrico Ghezzi

Natale coi mortacci tuoi
101 modi per...#3

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Oggi, speciale numero della vigilia. Più forte, più veloce, termoascensorato, iposodico, prendi tre paghi tre ma tutto in una volta. Un modo come un altro per farvi gli auguri. Per cosa, decidetelo voi.

101) Dopo aver bevuto il caffè, spaccate la tazzina a terra, dietro di voi. "Così come fanno in Russia".

101) Presentatevi con indosso una mascherina anti-infezioni.

101) Aspettate la mezzanotte ed urlate eccitati “buon anno!”, buttando le vettovaglie dalla finestra.

101) Insistete perché la indossino gli altri, una mascherina anti-infezioni. Non date spiegazioni.

101) Balbettate, anche se non l’avete mai fatto. Al momento dei saluti finali tornate a parlare normale.

101) Esprimete parole di apprezzamento per ogni regalo che ricevete, aggiungendo “Hai conservato lo scontrino?”

101) Agganciatevi ai discorsi degli altri con "A proposito..." e raccontate barzellette che terminano con una bestemmia.

101) Giocate a lanciare di nascosto molliche di pane nei piatti dei bambini.

101) (per lei) A tavola, fingete un orgasmo come Meg Ryan nel famoso film.

101) (per lui) A tavola, fingete un orgasmo come Meg Ryan nel famoso film.

101) Preparatevi a dovere sull'argomento, e passate il Natale a parlare dei Maya, delle piogge solari, e del 2012.

101) Andate in bagno, imbottitevi le mutande con del cotone in maniera esagerata. Sedetevi sul divano a gambe larghe con nonchalance.

101) Comportatevi normalmente, siate voi stessi. Ma ogni tanto urlate un nome di animale guardando il soffitto. “Capitone!”

101) Elogiate il cinema russo degli anni venti, poi chiedete alla vostra cugina ventenne di secondo grado se è disponibile per una retrospettiva.

101)Arrivate con un rettilario, raccontando che vi hanno licenziato dal circo e non sapevate a chi lasciarlo.

101) Se ci sono foto alle pareti, munitevi di un pennarello per disegnare dei baffi sui volti. Se volete, potete fare lo stesso anche sulle foto.

101) Complimentatevi per la pulizia della casa e insistete che volete le pattine. Poi usatele come tovaglioli.

101) Spiate chiunque vada in bagno attraverso il buco della serratura. Qualora la porta avesse il chiavistello, recuperate un buco della serratura.

101) A fine pasto, chiedete una doggy bag. Poi mangiate da lì con le mani.

101) Girate scalzi senza motivo.

101) Per segnare sulla vostra cartella della tombola i numeri estratti usate pallottole di cerume e muco. Di chi vi siede accanto.

101) Se siete voi a estrarre i numeri, equiparateli alla quantità di rapporti sessuali avuti nell’ultima settimana dai partecipanti.

101) Se non siete voi a estrarre, prima che inizi la partita infilate un black mamba nel sacchetto dei numeri.

101) Appena arrivati, salutate il padrone di casa e chiedetegli di mostrarvi la collezione di snuff di cui vi ha parlato il giorno precedente.

101) Mirate il nonno addormentato quando stappate lo spumante.

101) Rimanete schivi e silenziosi per tutto il tempo, ad un certo punto cominciate a dare insistenti consigli su una diversa disposizione dei mobili. Fino a quando qualcuno non vi ricorda che è casa vostra.

101) Cominciate dai mignoli. Se non vi consegnerà il sacco ditegli che il prossimo ad essere tagliato sarà il suo uccello. Ah no, scusate! Questa è una delle cose da fare a Babbo Natale.

101) Arrivate in Harley Davidson, derapando sulla ghiaia in cortile.

101) Scusatevi per il disturbo, ma presentatevi con la cesta del bucato e una buona storia sulla vostra lavatrice.

101) Se non avete reperito abbastanza LSD da aggiungere all’insalata di polpo, svuotate un botticino di Lexotan nel brodo dei tortellini.

101) Al momento del caffè, mettetevi a cantare il ritornello di Don Raffaè. Cambiando le parole a vostro piacimento.

101) Parlate agli oggetti e ignorate i parenti.

101) Introducete ogni frase con la premessa “Nel Vangelo si legge che”.

101) Se qualcosa sta cuocendo nel forno, infilateci dentro un piatto di plastica.

101) Ogni volta che vi rivolgono la parola, annuite alzando al massimo il volume del televisore.

101) Riempitevi le tasche di preservativi e fate in modo che vi cadano accidentalmente di continuo.

101) Accendetevi una sigaretta ogni cinque minuti. E nascondetela in un armadio.

101) Dite a chiunque indistintamente che ha una foglia di insalata sugli incisivi.

101) Ostinatevi a non togliervi una foglia di insalata dagli incisivi.

101) Soffermatevi a parlare ad alta voce con Gesù.

(continua anche domani...)

Natale coi mortacci tuoi
101 modi per...#2

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Continua (da qui) l'elenco di tutto quello che avreste dovuto fare per rendere accettabile il cenone natalizio con i parenti ma non avete mai avuto il coraggio di confessare a voi stessi.

35) Affrancatevi in anticipo trovando una motivazione credibile. Ad esempio “Ho dimenticato una ragazza ammanettata al mio letto”.

87) Se vi regalano una cravatta identica a quella che state indossando, ringraziate dicendo “Avevo proprio bisogno di un perizoma che facesse pendant”.

9) Esibitevi nell’imitazione di vostro nonno dipingendovi la sua faccia sulle chiappe.

237) Regalate a vostro nipote un autografo di Maurizio Costanzo. A meno che vostro nipote non sia Maurizio Costanzo.

0) Se siete voi gli ospiti, convincete gli invitati che non c’è nulla di più natalizio che imbiancare la casa.

14) Abbandonatevi agli aneddoti nostalgici sulla famiglia: raccontate di quando vostro nonno vi ha molestati.

41) Piazzatevi davanti a un’immagine religiosa e parlate al contrario.

414) Coinvolgete tutti in un entusiasmante gioco dei mimi. Ispirato ad Abu Ghraib.

4141) Gareggiate a buttar giù brandy col vostro cugino dipendente da Roipnol.

0.5) Ripetete ossessivamente che sentite odore di gas.

58) Complimentatevi con vostra cognata per il vestito: “Così quest’anno lo fai tu, Babbo Natale?”

96) Lamentatevi che la carne è così dura che preferireste mangiare il tavolo. Ed iniziate a mangiare il tavolo.

15) Convincete vostra nonna che siete la reincarnazione del feto che lei ha abortito cinquant’anni fa.

48) Se i giochi di carte vi annoiano, scommettete la verginità di vostra figlia.

72) Stringete amicizia con la cuginetta di 8 anni, giocate con lei. Strizzate l’occhio ai parenti mentre la seguite nella sua cameretta e vedete che succede.

3) Assentatevi per un minuto, chiamate i carabinieri dal telefono di casa e parlate di un cadavere rinvenuto in garage. Date l’indirizzo e il nome di chi vi ospita.

30) Regalate un alcool test a tutti.

40) Presentatevi con una maglietta degli Iron Maiden sopra la camicia.

50) Per tutto il giorno, parlate in rima e cantando, come in un musical.

90) Aspettate il momento in cui tutti ridono, scherzano e fanno bei discorsi, quindi alzatevi col bicchiere in mano e proponete un brindisi alla figa.

900) Annunciate di aver scoperto di avere un tumore, poi chiedete ancora un po' di pandoro.

9000) Parlate di libri e cinema svelando tutti i finali che conoscete.

85) Fate pipì contro l'albero.

6) Chiedete in casa se potete vedere una cosa su Internet, e formattate il computer.

63) A tavola cercate di portare il discorso sui "limiti della satira".

(continua...)

Oggensioni #4

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Le strisce pedonali

Se avete in programma l’acquisto di strisce pedonali, tenete presente che non ci sono spedizionieri disposti a portarvele. L’Italia è un paese molto arretrato nella diffusione domestica delle strisce pedonali, e poche società di consegne espresse investono nelle particolari metodologie di trasporto che esse richiedono. È necessario rivolgersi direttamente a determinate aziende produttrici di strisce pedonali in grado di occuparsene, la maggior parte delle quali si trova nella east-coast degli Stati Uniti. Tutte facilmente raggiungibili se prima si guarda a destra e a sinistra.

Il mio amico Giampaolo, che faceva la striscia pedonale quando ancora certi mestieri li facevano le persone, mi ha consigliato di contattare la Crossindustries, azienda che si trova a Lowell, nel Massachusetts. Avrebbe potuto trovarsi a Lowell nel Maine, ma Massachusetts fa più ridere.
La cordialità degli impiegati della Crossindustries mi ha molto colpito, ma non riesco a convincere mia moglie a trascorrere lì le prossime vacanze.

Il signor Eddie Marshall, che si è occupato del mio acquisto, lavora alla Crossidustries dai tempi in cui non esistevano neanche i semafori pedonali. Descrive quell’epoca con commozione: “Le automobili non sfrecciavano incuranti sulle strisce minacciando l’incolumità dei passanti. Si rallentava e si cercava di far passare l’auto solo sulle parti non verniciate, per non sciupare le strisce (a quei tempi le cose dovevano durare a lungo e tutti lo sapevano bene). Quando ti capitava di tirare sotto qualcuno, perché magari avevi bevuto un bicchiere di troppo, per prima cosa ci si occupava di pulire le strisce pedonali con acqua tiepida leggermente saponata ed una spazzola a setole morbide. E se la persona investita finiva col morire, ti presentavi al suo funerale, e a volte capitava che i suoi familiari ti perdonassero e ti permettessero di investire qualche altro componente della famiglia”.

Il signor Marshall ha gestito l’ordine esclusivamente al telefono, senza obbligarmi a recarmi a Lowell di persona. Mi ha descritto interamente e con passione il processo di produzione ed io ho finto di essere interessato per puro amore verso le buone maniere. “Molte aziende – mi ha spiegato – non sono realmente produttrici di strisce pedonali. La maggior parte le dipingono sul posto e altre producono delle bande adesive da applicare sull’asfalto. Alcune aziende moderne, che blaterano continuamente di ecologia, riciclano vecchie strisce asportando fino a quindici metri quadri di asfalto spesso trenta centimetri e consegnandotelo a casa. Noi siamo gli unici che continuano a produrre vere strisce pedonali complete ed indipendenti”.

Ho acquistato per me un attraversamento pedonale realizzato sugli standard italiani, che prevedono strisce ed intervalli di 50 centimetri di larghezza. L’attraversamento è completo di sei strisce e cinque intervalli. Potendo spendere poco ho optato per un attraversamento da strada urbana di quartiere di lunghezza minima, ovvero 2 metri e mezzo. Ho però acquistato anche un attraversamento ciclabile da regalare a mio padre per Natale, spendendo in tutto solo seimila euro.

In molti si chiedono se io abbia seimila euro da spendere per delle strisce pedonali, compreso l’ufficio contabilità della Crossindustries che continua a lasciarmi messaggi in segreteria.

Le strisce pedonali sono un oggetto indispensabile per tutti coloro che soffrono di atteggiamenti ossessivo-compulsivi (attraversare le strisce è una valida alternativa al camminare mettendo i piedi nelle mattonelle senza sfiorare i bordi), per le anziane con un nipote nei boy-scout e per i boy-scout con una nonna che non esce mai di casa.

Un’idea regalo originale che potrebbe incrementare la vostra popolarità fra i vostri amici, se solo ne aveste qualcuno.

gabbbbro