lunedì 13 giugno 2011 10:52 Pubblicato da gabbbbro
Etichette: cinema , gabbbbro , Psycho Candies , Technicloro
Apriamo un nuovo filone cinematografico, giusto il tempo di fargli prendere aria.
Technicloro parte I
Mia moglie non va al cinema da così tanto tempo che non ha mai visto un film in 2d. Finora ha solo osservato le pellicole di profilo.
Così l’ho portata a vedere una di quelle meraviglie degli effetti speciali in cui sembra che gli attori escano fuori dallo schermo: l’ho portata a teatro. Nel frattempo io me ne sono andato in un cinema lì vicino, una di quelle piccole sale che resistono allo strapotere dei cineplex, dove i film restano in cartello più a lungo, la gestione è famigliare e i pop-corn vengono preparati come una volta: con la pastella. E modellati uno ad uno.
Come spesso accade in queste sale, il film era in lingua originale. Fortuna che era un film italiano. Si capiva che era italiano perché l’interprete principale era l’autocompiacimento.
Il film era scritto male, diretto pessimamente e interpretato peggio. Mi sono addormentato prima della fine del primo tempo e ho sognato di essere al cinema, e di guardare un film meraviglioso: un allevatore di polli dell’Iowa attraversava l’America sulle tracce dei genitori fino a scoprire che suo padre era un muro a secco.
Al mio risveglio il film era finito, sono andato all’ingresso e ho preteso un rimborso:
“Il film non mi ha mai emozionato”, ho protestato.
“E cos’erano quelle lacrime al momento dell’arrivo del muro a secco?”
“Quello era un sogno!”
“No, QUESTO è un sogno”. a quel punto il direttore del cinema mi ha lanciato un cappello a cilindro e un bastone da passeggio ed io ho iniziato a ballare il tip-tap inscenando un musical in stile Broadway, con tanto di corpo di ballo da cinquanta elementi.
Al mio risveglio il direttore era di fronte a me: “Il musical non mi ha mai emozionato”. Pretendeva un rimborso.
mercoledì 18 maggio 2011 11:17 Pubblicato da Claudio
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Grandi Magazzini MAS
Nella multietnica zona di piazza Vittorio, laddove tutte le insegne sono in due lingue (cantonese e mandarino), resiste una roccaforte di romanità immutata da decenni: i Magazzini dello Statuto.
giovedì 14 aprile 2011 10:30 Pubblicato da Abulafia
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Rafy Mofid riusciva a scrivere anche con la sinistra, nonostante l’avesse persa in un incidente
gabbbbro
Comunque per tutti gli amanti del parmigiano e della pasta con la grattata di pecorino, ecco a voi gabbbbro con la grattugia.
Ci sono i lacci di seta e quelli di corda, le manette e anche i cockring, gli anelli che ti soffocano la base del pene per ritardare l’eiaculazione. Poi ci sono le riunioni del martedì mattina e tu che le chiedi di presentarsi senza le mutandine sotto alla gonna. Tu che rincasi prima di lei e appena rientra le chiedi di verificare che davvero sia nuda, lì fra le calze. Così te la immagini tutto il giorno nel suo ufficio, fra colleghi che non sanno che basterebbe allungare una mano e prenderla, ignari di quella nudità ambulante. Stupidi e repressi come tutti gli altri.
C’è il calcetto del mercoledì dal quale rientri tardi trovandola nella vasca da bagno, e tu che le pisci addosso appena apri la porta del bagno e la trovi sdraiata nell’acqua, nella penombra delle candele illuminata solo dai riverberi umidi, nascosta da una tendina decorata che scosti appena. I più la chiamano pioggia dorata, gli internauti pissing. I più tecnici minzione erotica e i letterati urofilia.
Ci sono le pinze da attaccare ai capezzoli, e le catenelle da attaccare alle pinze. I cunei per la dilatazione anale da indossare in maniera progressiva, la cintura con un dildo nero di venticinque centimetri sul davanti.
C’è la sua lezione di prepugilistica del giovedì, e lei che torna dalla palestra avida e violenta, sarà per l’adrenalina o per chissà cosa che le resta in circolo. C’è la visita di sua madre una volta al mese, che resta per due o tre giorni, ed il sesso notturno soffocato che fate mentre la vecchia dorme in salotto. Le calze di seta legate intorno alla bocca oppure i morsi a palla, conficcati bene dentro, da non respirare.
C’è l’armadio a specchio e la videocamera sempre fissata al treppiede. Ci sono i club una volta ogni tanto, con una decina di uomini single che guardano ed altrettante coppie che scopano, e voi siete fra quelle. Gli habituè e le dipendenti, e gli incontri inaspettati di gente che si domanda sorridente “ma che ci fai qui?”
Ci sono le serate col plaid sul divano a fissare un dvd che non finirete di vedere. C’è chi se ne vanterebbe con gli amici ma ci sei tu che non vuoi che tua moglie passi per porca e quindi ci sei tu che non te ne vanti con gli amici.
Ci sono le notti che ti svegli per un colpo di frustino sulla schiena, e lei è vestita di pelle e tu preferiresti dormire ma alla fine ti fai frustare e ti viene duro e molto dopo sei costretto a menartelo perché lei ha deciso di farti soffrire. Ma anche le domeniche pomeriggio in cui la segni con la sferza appena sopra la vagina, dove l’osso crea quella curva leggera che lei ha appena depilato. Ci sono le stronzate di master e slave che lasciate ai sadomasochisti del cazzo, perché a voi piace solo stuzzicarvi ed eccitarvi. Ci sono le estati col ghiaccio e gli inverni con la cera bollente colata ovunque, proprio ovunque. Le creme per lenire gli eritemi e i tubi di lubrificante profumato che non usate più da un pezzo, dentro al cassetto del comodino.
C’è la serata coi film senza finale, la visita di sua madre una volta al mese che si trattiene due o tre giorni, il calcetto del mercoledì con pissing a seguire, ci sono i privé e la lezione di prepugilistica.
Ci sei tu che torni dal lavoro e trovi la porta del bagno insolitamente chiusa, ma non a chiave perché chiavi non ne avete, e lei dentro che si deterge in una vasca piena di schiuma, sempre nascosta da una tendina colorata che scosti appena. Ci sei tu che ti slacci i pantaloni e la immagini soltanto, mentre con la testa al cielo inizi a rovesciarle sulla schiena o sul collo o sui capelli o sulla faccia la pisciata che hai trattenuto per tutto il tragitto in auto fino a casa. E c’è lei che un secondo dopo che tu hai iniziato ti dice “Amore”, giusto un secondo dopo, ti dice “Amore, mia madre è arrivata oggi”, e ci sei tu che pensi “occazzo, la porta è aperta”, e stai rischiando una figura di merda con tua suocera che potrebbe vederti lì mentre pisci addosso a sua figlia, e c’è lei che ti dice “Amore, mia madre è arrivata oggi, non ho fatto in tempo a dirtelo”, e ci sei tu che chiudi la porta sbattendola e ti domandi “ma perché stai gridando, ti sentirei anche se sussurrassi”, e c’è lei che ti dice “Amore, mia madre è arrivata oggi, non ho fatto in tempo a dirtelo”.
Tu hai cominciato a pisciare da un secondo o due. Forse tre. E c’è lei che urla dalla cucina.
“Mia madre è arrivata oggi. È di là nella vasca da bagno”.
gabbbbro
venerdì 4 febbraio 2011 10:57 Pubblicato da Abulafia
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martedì 28 dicembre 2010 13:51 Pubblicato da Claudio
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venerdì 24 dicembre 2010 09:30 Pubblicato da Abulafia
Etichette: abulafia , borges , gabbbbro , inutili amenità senza capo né coda , natale , richi selva
101) Dopo aver bevuto il caffè, spaccate la tazzina a terra, dietro di voi. "Così come fanno in Russia".
101) Presentatevi con indosso una mascherina anti-infezioni.
101) Aspettate la mezzanotte ed urlate eccitati “buon anno!”, buttando le vettovaglie dalla finestra.
101) Insistete perché la indossino gli altri, una mascherina anti-infezioni. Non date spiegazioni.
101) Balbettate, anche se non l’avete mai fatto. Al momento dei saluti finali tornate a parlare normale.
101) Esprimete parole di apprezzamento per ogni regalo che ricevete, aggiungendo “Hai conservato lo scontrino?”
101) Agganciatevi ai discorsi degli altri con "A proposito..." e raccontate barzellette che terminano con una bestemmia.
101) Giocate a lanciare di nascosto molliche di pane nei piatti dei bambini.
101) (per lei) A tavola, fingete un orgasmo come Meg Ryan nel famoso film.
101) (per lui) A tavola, fingete un orgasmo come Meg Ryan nel famoso film.
101) Preparatevi a dovere sull'argomento, e passate il Natale a parlare dei Maya, delle piogge solari, e del 2012.
101) Andate in bagno, imbottitevi le mutande con del cotone in maniera esagerata. Sedetevi sul divano a gambe larghe con nonchalance.
101) Comportatevi normalmente, siate voi stessi. Ma ogni tanto urlate un nome di animale guardando il soffitto. “Capitone!”
101) Elogiate il cinema russo degli anni venti, poi chiedete alla vostra cugina ventenne di secondo grado se è disponibile per una retrospettiva.
101)Arrivate con un rettilario, raccontando che vi hanno licenziato dal circo e non sapevate a chi lasciarlo.
101) Se ci sono foto alle pareti, munitevi di un pennarello per disegnare dei baffi sui volti. Se volete, potete fare lo stesso anche sulle foto.
101) Complimentatevi per la pulizia della casa e insistete che volete le pattine. Poi usatele come tovaglioli.
101) Spiate chiunque vada in bagno attraverso il buco della serratura. Qualora la porta avesse il chiavistello, recuperate un buco della serratura.
101) A fine pasto, chiedete una doggy bag. Poi mangiate da lì con le mani.
101) Girate scalzi senza motivo.
101) Per segnare sulla vostra cartella della tombola i numeri estratti usate pallottole di cerume e muco. Di chi vi siede accanto.
101) Se siete voi a estrarre i numeri, equiparateli alla quantità di rapporti sessuali avuti nell’ultima settimana dai partecipanti.
101) Se non siete voi a estrarre, prima che inizi la partita infilate un black mamba nel sacchetto dei numeri.
101) Appena arrivati, salutate il padrone di casa e chiedetegli di mostrarvi la collezione di snuff di cui vi ha parlato il giorno precedente.
101) Mirate il nonno addormentato quando stappate lo spumante.
101) Rimanete schivi e silenziosi per tutto il tempo, ad un certo punto cominciate a dare insistenti consigli su una diversa disposizione dei mobili. Fino a quando qualcuno non vi ricorda che è casa vostra.
101) Cominciate dai mignoli. Se non vi consegnerà il sacco ditegli che il prossimo ad essere tagliato sarà il suo uccello. Ah no, scusate! Questa è una delle cose da fare a Babbo Natale.
101) Arrivate in Harley Davidson, derapando sulla ghiaia in cortile.
101) Scusatevi per il disturbo, ma presentatevi con la cesta del bucato e una buona storia sulla vostra lavatrice.
101) Se non avete reperito abbastanza LSD da aggiungere all’insalata di polpo, svuotate un botticino di Lexotan nel brodo dei tortellini.
101) Al momento del caffè, mettetevi a cantare il ritornello di Don Raffaè. Cambiando le parole a vostro piacimento.
101) Parlate agli oggetti e ignorate i parenti.
101) Introducete ogni frase con la premessa “Nel Vangelo si legge che”.
101) Se qualcosa sta cuocendo nel forno, infilateci dentro un piatto di plastica.
101) Ogni volta che vi rivolgono la parola, annuite alzando al massimo il volume del televisore.
101) Riempitevi le tasche di preservativi e fate in modo che vi cadano accidentalmente di continuo.
101) Accendetevi una sigaretta ogni cinque minuti. E nascondetela in un armadio.
101) Dite a chiunque indistintamente che ha una foglia di insalata sugli incisivi.
101) Ostinatevi a non togliervi una foglia di insalata dagli incisivi.
101) Soffermatevi a parlare ad alta voce con Gesù.
(continua anche domani...)
lunedì 20 dicembre 2010 12:00 Pubblicato da Abulafia
Etichette: abulafia , elenchi che a vieni via con me se li sognano , gabbbbro , inutili amenità senza capo né coda , natale , richi selva
(continua...)




