Non c'è sesso senza sesso #10

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Abbiamo ricevuto un file con un racconto e la possibilità di rieditarlo da Harold Smith. Lo ringraziamo per quello che è rimasto del suo racconto, il titolo. Il Senzavoglia staff è lieto di presentarvi...

KRISTINA

Lo faccio per Kristina. Anche per me, sì, ma soprattutto per Kristina.

Impossibile descriverla, se non per dettagli sfocati. Guardarla un istante significa immaginarla diversamente l’attimo dopo. In un’altra posizione, con un’altra luce. Ogni stralcio di pelle che sfugge all’orlo di una maglietta o che si intravede nell’intreccio di un sandalo suggerisce un diverso scenario. Le lentiggini scure che le macchiano il decolletè come gioielli tribali, arrampicandosi per la scollatura fino alla base del collo, per poi disperdersi fra i primi capelli, o il luccichio di un po’ di sudore sulla nuca, proprio come fra i seni, quelli li ricordo. I capelli chiari, certo. I suoi modi, modi gentili e decisi, sì, ma poco altro. La pronuncia incerta e i movimenti senza significato. Annoda un ricciolo dietro all’orecchio e vorrei afferrarla, stringerle i polsi. Strofina il polpastrello sui denti come per farli più lucidi e penso solo ad affondare le unghie in quei fianchi di una taglia troppo grossi, sentire il rumore della sua carne che sbatte contro la mia.
Non è giovanissima ma, diavolo, mai stato un problema. Quando è costretta a piegarsi, i pantaloni mostrano un accenno del suo culo, diviso in due metà da mutandine che si arrotolano fra i glutei. Kristina in gonna e stivali, o in jeans attillati.

Lo faccio per Kristina. Certo, anche per me, ma non lo farei se non fosse per Kristina.
Kristina è il suo accento e la sua leggerezza, la sua disponibilità e il suo aspetto. I fianchi rotondi di chi ha partorito due figli, ragazzini quasi adolescenti che cresce a chilometri di distanza. Decentemente, con quello che guadagna qui, anche grazie a me. Ragazzini che non vede mai. Kristina è il suo trucco pesante e le sue labbra lucide.

Sono stato a letto con altre ragazze ucraine, prima di conoscere Kristina. Passeggiatrici svestite che caricavo una volta ogni tanto. Un ricordo che mi imbarazza, ora, sesso veloce e vestito che perde ogni significato, di fianco a Kristina.
Lei si rigira l’orologio attorno al polso e immagino il sesso con lei, il suo sudore, i capelli attaccati alla fronte. Strizza gli occhi schiacciando con le dita la base del naso per sopportare l’emicrania, e la vedo nuda con me davanti a una finestra aperta, in una doccia, sdraiata nel frastuono del vento fra le spighe asciugate dal caldo, sulla sabbia umida di un deserto litorale invernale. Nei casali abbandonati.

Lo faccio per Kristina. Per sua colpa e merito, per mio orgoglio, per mia debolezza.

È passato un sacco di tempo dall’ultima volta, dall’ultima volta che ho fatto sesso. La mia è l’astinenza di un vedovo pieno di sensi di colpa, traditore e bastardo per tanti anni, meschino e terrorizzato dal giudizio di Maria, dal giudizio di una persona che non è più qui per giudicare. Un vecchio che ingoia il Retard quattro volte al giorno. Quaranta milligrammi di nitrati organici per non morire.

Per questo ho preso questa decisione. Lo faccio per me. Lo faccio per Kristina. Non ho bisogno di chiederle nulla, sa già in anticipo quello che voglio, cosa mi piace. La pago, d’accordo, ma lei mi vuole bene davvero.
Lo faccio per Kristina, e perché non potrei fare altrimenti. Non posso far trascorrere altro tempo, devo provvedere. Questa smania, queste pulsioni, devo soffocarle. Ogni giorno estendono il controllo su di me, devo sbrigarmi prima che Kristina mi renda pazzo. Devo sbrigarmi, prima che Kristina arrivi.
Un minuto o due e sarà qui con la spesa.

Ho già preso il Retard senza l’aiuto di Kristina. Quaranta milligrammi per non morire. Sarà contenta che me ne sono ricordato da solo. Sorriderà, la abbraccerò. Lascerà la spesa all’ingresso e mi dirà che devo prendere il Nitrosorbide Retard, si stupirà che l’ho già preso, la abbraccerò e le prenderò la mano. Sorriderà, sorride sempre. Le bacerò la mano, la guiderò sul mio corpo. Sarà sorpresa dal mio spirito, resterà affascinata. Avrò l’uccello duro, non le sembrerà vero. Dirà “finalmente”, e che non aspettava altro. Le dirò scherzando che è la prima badante con cui faccio sesso. Lei riderà, accarezzandomi fra le gambe, ma smetterà subito. Mi fisserà complice.

Dalla poltrona vedo l’ingresso di casa. Vedo la porta schiudersi e Kristina in controluce, o forse no, ho solo scordato di mettere gli occhiali. Lei è in compagnia di un’altra persona, ma non dicono nulla. La porta si chiude senza alcun rumore, i loro passi sono muti, i sacchetti di plastica non frusciano.

Il medico mi ha rifiutato la prescrizione, ma un vecchio amico ha provveduto. Ha detto “Vacci piano, prendine mezza”, ma non posso permettermi che non abbia effetto.

Kristina si avvicina, dice qualcosa sorridendo. Non vedo bene senza occhiali ma sono certo che stia sorridendo, e qualunque cosa dica è un sussurro impercettibile che non sento. La persona che la accompagna è un uomo, un tale mai visto prima, che la tiene per mano. Lei si volta verso di lui, poi verso di me, poi di nuovo verso di lui.
Ho già preso il Retard senza l’aiuto di Kristina. Quaranta milligrammi per non morire, nitrati organici contro l’angina pectoris. Sarà contenta che me ne sono ricordato da solo.

Kristina bacia l’uomo, sono sempre in controluce.

Il viagra sta funzionando, in culo al medico che non ha voluto prescrivermelo, ma ci ha messo un po’. È servita una quarta compressa.

L’ho fatto per Kristina.

Kristina è sempre più vicina, vuole baciarmi. Non sono riuscito a slacciarmi i pantaloni ma la mia erezione avrà gonfiato il cotone e lei lo avrà notato. O forse la stoffa ha ceduto sotto la pressione del mio afflusso sanguigno e il mio cazzo è lì di fuori, duro come non lo era da anni.

Lei si avvicina, mi afferra, finalmente faremo l’amore.

L’ho fatto per Kristina.

Non la vedo quasi più, tanto la passione mi acceca, ma il suo seno è grande, lo so, e non riesco a pensare ad altro. L’ho fatto per Kristina, ho preso il Retard, quaranta milligrammi tre volte al giorno. L’ho fatto per Kristina, il suo seno è così grande, il Viagra ha fatto effetto. L’ho fatto per Kristina, e intanto anche l’uomo che è con lei si avvicina, chissà che cazzo vuole.

L’ho fatto per Kristina.

SV staff