Chi era costui?

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Oggi ci sarebbe piaciuto parlare di un grande italiano che ci ha lasciato da poco ,un italiano che con la sua intelligenza ha dato lustro alla nostra nazione.
Però all’ultimo ci siamo tirati indietro davanti a cotanto personaggio e quindi al posto di Nicola Cabibbo ripieghiamo su Francesco Cossiga. Personaggio che molti conosceranno, ma vi invitiamo, prima di spendere qualche lacrima per la sua dipartita, a ricordarlo in tutto e per tutto.

Cossiga nasce e dopo 82 anni finalmente muore. Quello che accade in questi 82 anni giustifica il finalmente. Si dice che tutti i morti diventano buoni, invece bisogna dire che alcuni neanche con la majonese.
Cominciamo a dire che la maturità conseguita a 17 anni con successiva laurea in giurisprudenza, gettano una cattiva luce sulla scuola italiana ancor prima dell’arrivo della Gelmini.
Negli anni cinquanta ancora 30enne il bravo Franceschino comincia la carriera politica a capo dei “Giovani Turchi”. Ufficialmente un circolo di giovani democristiani che volevano cambiare le solite facce da culo riciclatasi dal fascismo. In verità nuove facce da culo che volevano riportare il fascismo.
Da allora il nostro Francesco inaugura una serie di record.

1958: diviene il più giovane sottosegretario alla difesa nel governo Moro 3 , confermando che nelle trilogie, nell’ultimo capitolo non tutto va per il meglio. Comunque il giovane Cossiga è felice come una pasqua si ritrova a poter giocare tranquillamente con i carrarmatini ed i poliziotti, cosa resa ancora più carina dal fatto che i giocattolini non sono caricati a salve.

1976: a forza di giocare diventa così bravo che gli affidano il ministero degli interni, dove potrà continuare ad affinare la sua passione per i soldatini. Passione che lo portò durante gli anni 70, in piena contestazione, a muovere gli M113 (veicoli per il trasporto di truppe blindate) verso i cortei studenteschi ed operai. Tutto questo con il sottofondo delle sue parole: “Deve finire il tempo dei figli dei contadini meridionali, uccisi dai figli della borghesia romana”.
Aggiungiamo a questo clima surriscaldato le infiltrazioni di agenti in borghese nei cortei che sobillavano e sparavano - senza pensare, però,  perché fare 3 cose contemporaneamente risultava troppo difficile.
Questo ci porta al 12 maggio del 1977, data di una grande manifestazione radicale che ricordava la vittoria al referendum sul divorzio. Erano stati invitati tutti, manifestanti , polizia ed infiltrati. Presto si passò agli scontri, che durarono tutto il giorno. Poi verso le 20, una mano ignota attaccata ad un infiltrato ignoto sparò dei colpi che uccisero la 19enne Giorgiana Masi. Per questo piccolo dettaglio, Cossiga (diventato intanto Kossiga) si trovò in brutte acque(come per l’Italia quelle che la madre avrebbe fatto bene a non rompere), accusato per l’inadeguatezza del servizio di ordine pubblico (aveva inviato solo 5000 uomini((ufficialmente))).

Si difese sempre dichiarando che non c’era nessuna prova che diceva che era stata la polizia a sparare. Neanche così fu preso in considerazione per il Pinocchio di Comencini. Dopo anni spuntarono foto che identificarono agenti in borghese infiltrati nel corteo che sparavano ad altezza d’uomo ed uno era riconducibile all’assassino di Giorgiana. Un uomo un perchè verrebbe da dire.In fondo siamo convinti che era la sfortuna a perseguitarlo, infatti era ancora ministro dell’interno quando fu rapito Aldo Moro.

Rapimento che tutti addebitano alle BR, ma che in fin dei conti ne escono come esecutori materiali manovrati da tanti poteri oscuri robe che al confronto Paperinik e Alan Ford con il gruppo TnT fanno quasi ridere .Cose che si rifanno  a fantomatici gruppi di fantasia come la CIA ed il Mossad che da sempre hanno ostacolato una democrazia compiuta in Italia per salvaguardare la logica di Yalta. Ma si sa che siamo giovani e birichini , da soli non riusciremmo neanche ad attraversare la strada.
Il Kossiga, per fronteggiare questa crisi, oltre che scolarsi la cantina del viminale, provvede ad istituire due gruppi di lavoro; uno ufficiale ed uno segreto. Toh guarda caso ,quasi tutti i partecipanti sono suoi amichetti con il cappuccio a 2 Punte (per brevità lo indicheremo con P2). In mezzo a questi, però, c’era anche un professore americano,Steve Pieczenik.

Questo strano tipo si accorse che tutto quello che veniva discusso arrivava alle orecchie delle Br, quindi sospettando qualche talpa chiese via via di diminuire il numero dei partecipanti alle riunioni di questi gruppi. Nel 1994 affermò che rimasti solo Lui e Kossiga la fuga di notizie non si arrestò. Quando si dice il caso... Kossiga non smenti mai queste parole. Poi quando Moro fu ucciso si dimise, sarà andato a festeggiare in tutta tranquillità?.
Rispunterà nel 1979 fiducioso della scarsa memoria degli italiani,infatti viene nominato presidente del consiglio. Quale posto migliore per continuare le sue marachelle? Il nostro infatti non perse molto tempo a fare la pipì fuori dal vaso. Fu accusato di aver avvisato Carlo Donat Cattin che suo figlio stava per essere arrestato per terrorismo. Cosa volete che sia una fuga di notizie davanti al cuore di un padre!!! Coraggiosamente Kossiga nel 2007 dopo che il reato fu prescritto ammise parte degli addebiti.
Il nostro eroe però ha ancora parecchio da dire, mica si lascia in panchina un fuoriclasse. Infatti il tempo
di rifarsi il guardaroba e nel 1983 lo ritroviamo Presidente del Senato. Solo due anni dopo, al termine di un conclave ehm , dopo l’unica votazione a larga maggioranza della storia italiana viene eletto Presidente della Repubblica Italiana.

Prese materasso, cuscino e piumone e cadde in un lungo letargo di 5 anni di cui ricordiamo solo ronfate paurose. Poi cadde il muro di Berlino ed il rumore fu così alto che si svegliò. Il sonno della ragione genera mostri, questa volta toccò a Kozinga il picconatore. Negli ultimi due anni della sua presidenza, cominciò a “picconare” sul sistema politico italiano già abbastanza traballante , o meglio dire dondolante,tipica andatura delle persone sovrappeso , e loro erano in sovrappeso di tangenti.
Vogliamo ricordare di questo periodo solo una sua esternazione , quando apostrofò il giudice Rosario Livatino , con queste parole A questo ragazzino io non gli affiderei nemmeno l'amministrazione di una casa terrena, come si dice in Sardegna, una casa a un piano con una sola finestra, che è anche la porta".

Anche in Sicilia non scherzano ed il giudice fu ucciso dalla mafia, cose da toccarsi quando parla  Kozinga.

Nell’aprile del 1992 due mesi prima della fine del mandato da Presidente della Repubblica si dimise, dando il via a nuovi botti ma quella è un’altra storia.
Ultima cosa che vorremmo ricordare che nel 1966 quando era giovane e forte gli misero una bella spada in mano per giocare al gladiatore contro i comunisti. Segui, fino alle rivelazioni di Andreotti nel 1990 la rete segreta della NATO , chiamata GLADIO, rete antidemocratica che sarà sempre nell’ombra e che agirà per tenere saldamente l’Italia nel novero delle nazioni occidentali COSTI QUEL CHE COSTI. Cose tipo strategia della tensione.

Ed infine ecco alcune perle di saggezza

“Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti”

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio.”


e lo salutiamo con le parole di Aldo Moro


"Naturalmente non posso non sottolineare la cattiveria di tutti i democristiani che mi hanno voluto nolente ad una carica, che, se necessaria al Partito, doveva essermi salvata accettando anche lo scambio dei prigionieri. Sono convinto che sarebbe stata la cosa più saggia. Resta, pur in questo momento supremo, la mia profonda amarezza personale. Non si è trovato nessuno che si dissociasse? Bisognerebbe dire a Giovanni che significa attività politica. Nessuno si è pentito di avermi spinto a questo passo che io chiaramente non volevo? E Zaccagnini? Come può rimanere tranquillo al suo posto? E Cossiga che non ha saputo immaginare nessuna difesa? Il mio sangue ricadrà su di loro.".


ed ora piangetelo pure.
borlafia

Ben detto caro. Bel post. Memoria e ammonimento. Salutiamo il vecchio cossiga da romani: "te possino ammazzà". Ma è già morto? Beh, comunque è meglio esserne certi

Per esserne sicuri lo manderei alla "festa di cremazione" :)

Quest post andrebbe studiato a scuola.

Magari cilostilato e "spacciato" all'ingresso .

ps.Troppo gentile Signora Sheleya :)

Invece io ho pianto per la sua morte.

Adesso abbiamo la certezza che non potremo mai sapere quali segreti nascondesse.

Ciao Mezzo blogger, io dico il segreto di pulcinella. E' stato l'uomo che ha messo le sue idee , davanti anche alla democrazia. Da Lui intesa solo come democrazia cristiana. Baluardo della politica americana in Italia, a tutti i livelli , leciti e non. Ma è solo una mia certezza personale.

Non fraintendermi: sono d'accordo con te.

Ma custodiva dei segreti che non conosceremo mai.

Ho pianto per la Repubblica, mica per K.

Capisco cosa intendi, io dico che questi segreti (tranne nomi e cognomi) non sono così tali. Sappiamo che è stato un grande appoggio per la politica americana in Italia e come scritto sia in maniera lecita che no.

ciao

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