Piccoli momenti che rendono decente una vita

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Inverno, interno giorno,mattina ore 08:30

La casa è calda, alle 06:00 si è attivata la caldaia programmata, giusto in tempo affinché , uscendo dal piumone , vestito del suo pigiama di seta, non si avverta troppo lo scompenso termico.
Doccia , caffè decaffeinato , accompagnato dalle cialde macrobiotiche, vestizione dell’ultimo completo comprato in centro e via , giù in garage ad accendere il mercedes. Intanto lettura delle mail dal blackberry e aggiornamento del profilo Facebook.
Ecco ora è pronto per una giornata di lavoro.

Il coglione del mio vicino!

Io ritorno in vita dopo le 12:00, dopo una notte riscaldata dall’alcool nei vari bar poco raccomandabili in città, pagandomi da bere grazie a quel pacco di “cioccolata”
che sono riuscito a piazzare. In casa niente luce e gas - come se avessi tempo per pagare le bollette, e devo stare attento a non incontrare la portiera che rompe i coglioni con i 3 mesi di ritardo sul condominio.
Sì, non vi sorprenda troppo. Ho una casa tutta mia. E mi è costata enormi sacrifici. Provateci voi a trascorrere l’infanzia  in equilibrio sulle ginocchia di una vecchia prozia con il Parkinson. Di buono c’è che non spendevo una sola moneta per quei cazzo di cavallucci a dondolo nei centri commerciali. E che si è ricordata di me nel testamento. Anch’io non scorderò mai la mia prozia Elga. O era Olga? Forse Irma va beh.
Comunque, il mio vicino, stavo dicendo, l’ho incontrato poche volte e son bastate per classificarlo coglione, settore fighetto, sottosezione figlioddipapà.

Un odio a prima vista.
Sarà perché quando mi vede arriccia il naso? Mmmh, forse no; l’ho già detto che non ho pagato neanche le bollette dell’acqua? E trovare gente disposta a prestarmi la propria doccia non è affatto un compito facile!
Sarà perché ogni volta che ci incrociamo per strada, proprio qualche attimo prima di salutare, tira fuori dal culo quel suo blackberry rivolgendosi a me con un cenno  in stile “non ho spiccioli”?
O sarà per quella volta che mi ha atteso davanti all’ascensore per mettere in mostra l’ultima zoccola che si stava portando a casa?
Si dai ,mi sa proprio per questo, quel senso di superiorità che traspariva dallo sguardo, quel farmi sentire un verme Lui e quella troia.

Mio nonno, mi ricordava sempre, “Tranquillo il mondo gira e prima o poi tutto passa davanti a te” o qualcosa del genere. Sapete, mio nonno fumava e non sono ben sicuro di cosa mettesse nella pipa. Comunque il mondo gira e quella sera passò davanti a me.

Di giorno avevo trovato un lavoretto facile , mettersi in una via del centro a fare l’uomo sandwich , 80 euro per 8 ore di smog e brufolosi ragazzini rompicazzi che le madri liberano per le vie della città facendosi belle in attesa dell’idraulico.
Ecco, dopo quel sacrificio ci voleva una bella serata. Riuscii a convincere, arrivando anche alle minacce di suicidio, una mia amica a farmi fare una doccia e prestarmi quei vestiti che l’ultimo ragazzo aveva dimenticato, oltre ad un “favore” che mi frullava per la testa.
-Franci, sei sicura che te la senti?
-Tranquillo
Bene, andata! Ora la serata cominciava ad avere un senso. Trovare il locale giusto non fù un problema; i coglioni, settore fighetto, sottosezione figliddipapà, hanno due , tre locali dove rintracciarli.
Al primo tentativo lo trovai. Non era fortuna: caratteristica fondamentale dei coglionifighettifigliddipapà è la prevedibilità.
Trovai un tavolo davanti al suo e mi accomodai tranquillo, lucido e splendente. Ill vestito faceva la sua porca figura e anche io, dopo la tosatura trimestrale della barba.
Infatti non mi riconobbe subito, ma in quel momento, in quel preciso momento,quando il suo sguardo capì, cominciò il mio piccolo momento di gloria.
Dopo un’ora entra Lei. Wow! Non mi ricordavo che potesse essere così bella. Capelli lunghi, vestito nero al ginocchio, un filo di trucco e uno charme incredibile.
Il locale si fermò al suo ingresso, il mondo si fermò. Persino il cameriere fece la sua parte, come in un film di serie b, andando a sfracellarsi con le consumazioni sul primo muro.
In quell’attimo Lei avanzò sicura, spandendo femminilità e raccogliendo testosterone in eccesso .
Si avvicinò a me.
Mi fece alzare dal tavolo.
Mi diede un bacio.
Lungo e molto erotico.
Invidia.
Tanta.
Soprattutto la sua .
Uscimmo dal locale mano nella mano con gli occhi di tutti addosso.

Grazie Franci, veramente, ed eccoti i miei 80 euro, sono valsi un piccolo momento decente della mia vita.
borges