Siamo soli nella Glassa #2

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L'avvincente finale che non vi farà più vedere vostra moglie con gli stessi occhi.

Venerdì 24 febbraio, ore 9:16

Ho detto all’uomo dei lamponi che non pensavo sarebbe stato così facile. Il dirottamento, intendo.
Quando ero all’università, riuscii a dirottare l’intera facoltà ad un concerto degli Stones col solo ausilio del mio entusiasmo. Eccetto l’edificio, per quello mi ci vollero alcune bici e delle corde. Ma immaginavo che dirottare un aereo sarebbe stato diverso, più simile a quando convinci la giovane cameriera di un bar a venire a casa tua solo perché non sai prepararti un Martini.
Inoltre non avevo mai imbracciato una hostess prima di questa storia, se si esclude quella volta che dovetti far cadere un clown nella vasca ad una fiera campestre.
Sto godendo in cuor mio un amaro senso di compiacimento dovuto alla consapevolezza di aver fatto qualcosa che credevo fuori dalle mie capacità. E senza peraltro ferire nessun salatino. Ma non basta a consolarmi della situazione in cui mi sono cacciato: come ho potuto scordare a bordo le salviettine umidificate?
Penso a mia moglie. A quest’ora sarà un’ora avanti.
La immagino ricoperta di salviettine umidificate e date di compleanno e numeri di telefono, e di tutte quelle cose che ho sempre dimenticato.

Sabato 18 febbraio, ore 14:00

L'atterraggio visto dalla cabina sembra più spaventoso se sulla pista ci sono ancora i resti fumanti dell'aereo precedente. E se tieni una hostess sulla spalla rischi pure di perdere l'equilibrio. Ho chiesto chiaramente di esser sbarcato vicino al terminal della partenza in modo da raggiungerlo velocemente. Raggiungiamo un attracco vuoto e ci fermiamo per far benzina. Dopodiché ripartiamo e ci dirigiamo verso l'attracco giusto.
-"Ora, io scenderò per primo", dico impaziente, "non tentate scherzi. Siamo sicuri che siamo tornati prima di quando siamo partiti?"
-" Come no", risponde il pilota con un sorriso che a me pare sarcastico, "mancano ancora 10 minuti all'imbarco. Se ti sbrighi fai in tempo anche a portare dei fiori alla tua bella". Ho raccontato la mia storia per far capire loro che il mio problema è serio e che non ho dirottato l'aereo solo per farmi bello con la hostess.
-"Affrettati, o questa volta sarai tu a rimanere per terra" aggiunge ancora il pilota con un mezzo ghigno.
Ma non ho tempo per rimanere a interpretare la sua faccia intagliata nel legno. Appena il portello viene aperto lascio cadere l'hostess e mi dirigo correndo verso il mio terminal. Uscendo faccio in tempo a udire un passeggero che esclama: "Visto? Queste 10 ore sono passate in un lampo".
Corro verso l'uscita A24. La raggiungo ansimante ma a quel punto un tizio, sbucato dal nulla, mi blocca piazzandosi davanti. Nella mano destra impugna un enorme croissant. Sembra alla marmellata, ed è puntato, con i suoi grassi idrogenati, proprio tra i miei occhi.
-"Fermo! Non ti muovere. Polizia del tempo. Sei in arresto per violazione dell'articolo 1 del codice penale temporale. Che è peraltro l'unico articolo del codice".
-"Cristo", penso, "sono fottuto!" Tutto si svolge in pochi attimi. Un secondo agente mi ammanetta dietro la schiena e mi si piazza a destra. Il primo mi afferra per il braccio sinistro e mi trascina via. Mi volto disperato verso il terminal e vedo me stesso che si imbarca. Da solo.

I poliziotti mi portano direttamente in questa cella. Sono stupefatto. Non pensavo esistesse una polizia del tempo. E che si potessero armare dei croissant.
Dopo poche ore arriva il mio primo compagno. Non posso nascondere una certa sorpresa vedendolo. Ma anche lui mi sembra sorpreso. E ne ha ben donde, dato che è me. Un altro me stesso, identico da capo a piedi, ma ancora pettinato. Mi racconta la mia stessa storia, dall'imbarco fino all'arresto. Rimaniamo senza parole crociate. Fino a che non arriva un terzo noi. Poi un quarto. E un quinto. Altri ne arrivano nelle ore successive e vengono stipati nelle celle vicine. Ne conto 56 nei primi giorni. Poi smetto di contarli. Per distinguerci ci chiamiamo con il numero d'arrivo.


Sabato 25 febbraio, ore 22:00

Dopo un paio di giorni di prigionia, la convivenza con gli altri me stesso si è fatta difficile. Nella sostanza siamo tutti identici, eccetto per un breve sfasamento temporale, e questo ha comportato un’eco infinita di talune affermazioni che è durata anche diverse ore (una volta il numero 12 ha starnutito e ne è uscita fuori una tre giorni di salsa e merengue). Ma anche lo sfasamento temporale si sta appianando per via dei ritmi ai quali siamo sottoposti: gli orari di sonno e veglia, i pasti e gli esercizi di arrampicata sul pavimento condizionano i nostri bioritmi sincronizzandoli. Così, ormai, dobbiamo andare tutti in bagno suppergiù allo stesso orario, ci sono crisi di pianto che cadono in concomitanza fra loro (per non parlare delle flatulenze) e facciamo gli stessi sogni.
Non che facciamo o diciamo sempre le stesse cose, ma capita. Soprattutto con i comportamenti incontrollabili legati al metabolismo.
L’unica cosa che cambia fra ognuno di noi è l’aspetto delle nostri mogli. Non ci sono due descrizioni uguali. Mia moglie ha capelli corvini, lisci e leggeri, occhi verdi come chicchi d’uva tagliati a metà e pelle chiarissima. La moglie del numero 7, invece, è una bionda avvenente con gli occhi azzurri e le forme prosperose e la moglie del numero 24 una donna di quindici anni più grande ma ciò nonostante ancora bellissima e soprattutto ricchissima.
Secondo il numero 16 raccontiamo tutti grandi cazzate. Ma io so che in realtà abbiamo completamente dimenticato nostra moglie. Di nuovo.
Ci sono poi anche alcune piccole differenze che ci permettono di distinguerci: il numero 21 ha calzini blu invece che grigi (il che mi dimostra che anche se fossi tornato indietro a cambiarmi avrei comunque preso l’aereo per tempo). Il numero 3 ha un figlio da un’altra donna e non lo ha mai detto a sua moglie. E il numero 59 è una donna nuda, ma riesco a incontrarla solo di notte.
Quando arrivai in questa cella, c’era soltanto un altro Adam Hockin. Identico a me, solo tutto spettinato.


Domenica 26, febbraio ore 10:10

Arriva il guardiano a rivelarci la nostra sorte. "Adam Hockin, per aver violato l'articolo 1 del codice di procedura temporale, che poi è l'unico presente nel codice, e aver così messo a repentaglio il tessuto spazio-temporale, questo corpo speciale di polizia vi dichiara colpevoli, e vi commuta la pena più severa. Morte per fucilazione tramite plotone di esecuzione".
-"Cosa?" urliamo in coro costringendo così il maestro a sospendere le prove dell'opera. "Non potete! Voglio parlare con un avvocato".
Numero 5 chiede cosa diavolo sia un plotone d'esecuzione. Il 3 piange.
A questo punto mi resta la carta della disperazione. "Ma io sono l'originale" piagnucolo, "sono il numero 1. Capisco i doppioni, ma io ormai, da vivo, che rischio sono per il tessuto spazio temporale?"
Il guardiano mi guarda annoiato e risponde: "Numero 1? No, tu sei il 123.712" E così dicendo se ne torna dai suoi commilitoni lasciandomi con una strana sensazione. E la voglia di glassare fucili.

Giorno dell'esecuzione. L'ora dell'esecuzione.

Ora, qui, di fronte a un muro, con le mani legate dietro la schiena e con alle spalle un intero plotone pronto a porre fine alle nostre vite, penso a tutto quello che ho fatto e alle cose che se ritornassi indietro non rifarei, come ad esempio caramellare pesci per petrolieri eschimesi. Una voce stentorea urla: "Plotone, mirate!".
Il mio vicino fa ancora in tempo a dire: "Maledette trote caramellate alla soia"
"Fuoco!"

gabbbbro + mu ho

Ragazzi, questo è un racconto di rara bellezza. Mi piace, molto. Bravi.

Mertio di Mu. Io servivo solo come prestanome per dare lustro all'operazione.

Bellissimo. E sì, intriso di una vena di follia nipponica che insaporisce il tutto.

Troppo buono gabbbro, ma il merito è anche tuo. E di quel tipo identico a te che ci ha corretto gli avvenimenti.

Ho appena sentito da Gene Gnocchi una battuta su "l'aria importata dalla Russia".

Sigh, sob :(

Voi siete bravissimi. :)

Sì, Milingo, ma voi quali? Io e Gabbbro? I 2 Gabbbro? Gene Gnocchi?

Gabbbro, una cosa sono le battute di gnocchi, un'altra cosa è lìaria importata dalla russia. Non pensavo si potesse fare sul serio. :DD

dehehehehehe....

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